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News 2004

1.01.2005

MANIERO CHIEDE PIU’ LIBERTA’
“Il Mattino di Padova”, 29 maggio 2004

VENEZIA. UN’istanza per la revoca della sorveglianza speciale è stata presentata al tribunale di Venezia dai legali di Felice Maniero, ex boss della malavita del Brenta. Si tratta di una misura di prevenzione che risale al 1993, antecedente addirittura alla prima condanna per mafia di “Faccia d’angelo”.Non si tratta della prima richiesta avanzata dal boss pentito per vedersi togliere questa misura. Nel novembre 2002 un’analoga istanza era stata respinta nonostante il parere favorevole della Procura della repubblica. Ora il legale di Maniero aveva rimotivato l’istanza.

COCAINA A FIUMI, SPACCIATORI IN MANETTE
“Il Tirreno”, 26 maggio 2004

FOLLONICA. Follonica crocevia della coca: arriva dai mercati internazionali, passa per Milano, poi per Livorno, e infine sbarca a Piombino e sulla costa maremmana. Che soprattutto d’estate- dall’Argentario a Punta Ala- si riempie di vacanzieri danarosi e propensi alla sniffata. Un giro milionari bruscamente stroncato dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Grosseto. I quali, dopo aver arrestato e denunciato una ventina di persone, assicurano di aver tagliato le gambe al sistema criminale. E annunciano imminenti clamorosi sviluppi internazionali dell’inchiesta.

LA MALAVITA HA TROVATO CASA: LA NUOVA MAFIA PARLA STRANIERO.
“Il Giorno”, 23 maggio 2004

MILANO. Si muove nell’ombra. Le basta poco per fiutare e occupare gli spazi più remunerativi: esercizi commerciali, attività di ristorazione, immobili pregiati. Stringe patti di collaborazione con la malavita locale acquisendo il controllo di interi quartieri , sui quali opera in esclusiva. Assume connotati inquietanti il fenomeno della criminalità organizzata straniera operante in Italia e che ha trovato, anche a Milano, un terreno fertile di ramificazione. Le considerazioni e i dati in materia provengono da una ricerca dell’Istituto di Psicologia clinica dell’università Statale di Milano, diretto da Ettore Caracciolo. La criminalità organizzata straniera di stampo mafioso si è insediata a Milano con precise caratteristiche: agisce con continuità, utilizza riti di iniziazione e ferree regole di disciplina interna, è collegata ai cartelli criminali stanziali ed internazionali. Lo studio, che analizza le attività delle mafie in Italia dal 1990 ad oggi, ha individuato le organizzazioni criminali che possiedono la maggiore capacità di penetrazione sul territorio: tra queste figurano la mafia cinese e quella russa.

LE DENTIERE ALLA COCAINA
“Il Giorno”, 22 maggio 2004

MILANO. Un odontotecnico che metteva a disposizione lo studio per smistare la droga. Un’attrice di teatro che lavorava come corriere. Un camorrista appassionato di cavalli capace di acquistare 30 chili di cocaina al mese. C’è di tutto e di più nella maxi operazione antidroga della squadra mobile, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha portato all’arresto di 22 narcotrafficanti colombiani e italiani. Le indagini, condotte dal capo della prima sezione della squadra mobile Maria José Falcicchia, sono durate circa un anno ed hanno preso avvio da uno studio odontotecnico di via Panfilo Castaldi. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali si è presto capito che il titolare dello studio, Riccardo Corradi, un odontotecnico che si spacciava per dentista, non curava solo carie, ma metteva a disposizione il laboratorio per smistare chili e chili di cocaina purissima.

SGOMINATI I NARCOS ALBANESI.
“Il Tirreno”, 19 maggio 2004

FIRENZE. Indagini durate oltre un anno, la fitta trama di un’organizzazione criminale composta da 45 albanesi dedita al traffico internazionale di stupefacenti ricostruita nel dettaglio, fino al suo completo smantellamento. E’ questo il lusinghiero bilancio dell’operazione “Potter” compiuta dalla Guardia di Finanza, scattata all’alba di ieri con il sequestro di droga per cinque milioni di euro e decine di arresti che sono stati effettuati in molted regioni italiane, fra cui il Piemonte, Lombardia, Toscana e Lazio.

SCOPERTA UNA BANDA LEGATA ALLA ‘NDRANGHETA CHE OPERA AL NORD.
“Il Mattino di Padova”, 15 maggio 2004

“Abbiamo il camion vuoto, avete per caso del materiale da trasportare?”. La ditta “Russo 7°” si presentava così, offrendo un servizio ben definito, e tante aziende hanno detto sì, affidando ai trasportatori dei carichi di titanio, di elettrodomestici, detersivi e anche piastrelle. Tutto materiale che non arrivava mai a destinazione. Gli uomini della “Russo 7°” sono stati arrestati dai carabinieri di Trento. Le accuse contestate sono molto pesanti: associazione a delinquere, furto aggravato, ricettazione. Ma le indagini vanno avanti. Una di queste è di città: si tratta infatti della “Pedrolli Adriano & fratelli”.

MAFIA DEL BRENTA A ROMA.
“Il Tempo”, 15 maggio 2004

ROMA: Ventisei persone sono state arrestate nel blitz della squadra mobile di Venezia che aveva avviato le indagini dopo una serie di casi di morte per overdose nel centro della città lagunare. La polizia si era preoccupata del numero eccessivo di overdosi, a cui aveva fatto seguito l’omicidio di un pregiudicato, ucciso a coltellate un anno fa, e il crescendo della violenza dei tossicodipendenti di un’isoletta veneziana, Sacca Fisola, dove i residenti manifestavano paura. Così, dopo vari controlli, gli agenti hanno iniziato a districare la matassa dello spaccio di eroina e cocaina nella città lagunare, che faceva perno su Vincenzo Pipino, 61 anni, personaggio storico della malavita veneziana, più volte arresta<to in passato anche per il furto di un opera di Cataletto a Venezia e legato alla malavita del Brenta dell’ex boss Felice Maniero. Sarebbe stato lui, secondo gli investigatori, a gestire l’intero traffico.

REVOCATO IL CARCERE DURO AI MAFIOSI .
LA RABBIA DEI FAMILIARI DEI GEORGOFILI.

“La Nazione”, 13 maggio 2004

FIRENZE. “Offesi per quanto ancora siamo costretti a subire”. Così, in una nota, si dichiarano i familiari delle vittime di via de’ Georgofili, alla luce della revoca del carcere duro in seguito all’entrata in vigore della nuova legge sul 41 bis. “Le nostre famiglie-si legge in una nota dell’Associazione dei familiari delle vittime di via de’ Georgofili, firmata dalla vicepresidente Giovanna Baggiani Chelli-hanno pagato prezzi altissimi attraverso lutti e disperazione che ancor oggi mai ci abbandona. Si apprende a pochi giorni dall’undicesimo anniversario della più sporca strage che storia d’Italia ricordi, che 72 detenuti mafiosi da regime carcerario 41 bis, a causa di nuove norme, sono stati trasferiti a un carcere normale”.

NETTUNO, CANCELLATO IL TAVOLO ANTIMAFIA.
“l’Unità”, 9 maggio 2004

ROMA. In un comune normale , probabilmente, nessuno sentirebbe la mancanza di un “Tavolo permanente per la sicurezza e la legalità” che analizzasse i problemi portati dalla criminalità locale per trovarvi risposte politiche di contrasto in coordinamento con le forze dell’ordine. In un comune normale, probabilmente, aver lasciato nel dimenticatoio un protocollo d’intesa con la Prefettura di Roma nel quale si decideva di inviare al vaglio della stessa atti “sensibili” di essere a rischio di infiltrazione mafiosa, sarebbe potuta sembrare una lieve mancanza. Non così, però, se nel comprensorio di cui questo comune fa parte, negli ultimi 10 anni sono stati rintracciati 20 latitanti appartenenti alla criminalità organizzata, e, negli ultimi otto, ci sono stati ben 24 intimidazioni e attentati contro commercianti, amministratori e imprenditori locali. Eppure fu un’amministrazione di centro-destra, guidata dall’attuale sindaco di Nettuno Vittorio Marzoli, a volere quel tavolo e quel protocollo d’intesa. Poi la giunta decadde, il tavolo con lei, e quest’ultimo che “permanente” doveva essere, “permanente” non fu.

PEDINANO IL BOSS, SCOPRONO LA DROGA.
“Il Giorno”, 12 maggio 2004

MILANO. Promisero al boss latitante un robusto intervento sulla Cassazione: “Per la sentenza, sai…..Al momento ci vogliono 200 milioni”. Ma il prezzo finale , per cancellare una condanna a 15 anni di galera, era di 400. I venditori di sentenze ebbero i soldi. Vantavano conoscenze e agganci: ad ogni udienza rinviata alla Suprema Corte, come in occasione della malattia del relatore, arrivava un messaggio al boss: bravi loro a far coincidere un evento casuale con l’esito di un interessamento mirato. Arrestati su richiesta del pubblico ministero della DDA milanese Luisa Zanetti e per ordine del giudice delle indagini preliminari Claudio Castelli sono in otto: un gruppo di trafficanti di droga che ruotava attorno alla zona di Linate, tra i quali spiccano più degli altri i due uomini accusati e arrestati per millantato credito.

ESECUZIONE MAFIOSA FRA LA GENTE.
“Il Giorno”, 5 maggio 2004

PADERNO DUGNANO.(MILANO). E’ nel mondo sporco della droga che indagano i carabinieri della compagnia di Desio e del comando territoriale di Monza per risalire ai Killer di Secondo Giovanni Anelli, il pregiudicato 51enne di Garbagnate freddato lunedì sera con una scarica di colpi all’addome: otto quelli che sarebbero andati a segno, cinque di pistola, tre di fucile a canne mozze. Un’esecuzione efferata, un regolamento di conti di tipico stampo mafioso: il commando, probabilmente di tre persone, lo ha crivellato da distanza molto ravvicinata.

SEQUESTRATI TRE CHILI DI COCAINA.
“Il Tirreno”, 4 maggio 2004

LIVORNO. Aveva con se quasi tre chili di cocaina purissima e altrettanti di sostanza da “taglio”, il cittadino francese fermato domenica dalla guardia di finanza al casello autostradale di Collesalvetti. L’uomo, che viaggiava a 180 chilometri all’ora su una Ford, aveva nascosto la droga sul cielo della macchina, tra il tetto in lamiera e la fodera dell’abitacolo. Il giovane, un ventitreenne di origine tunisina, ma residente in Francia, è stato fermato perché percorreva la A12 a una velocità folle, in un tratto pericoloso.

SIGILLI A 5 PALAZZI . OMBRE DELLA MAFIA SUL CENTRO STORICO.
“Il Corriere della Sera”, 1 maggio 2004

ROMA. C’è un filo lungo che porta fino a Catania. Forse a famiglie della “nobiltà” mafiosa del livello del clan Santapaola, forse a qualche emergente. Ma gli investigatori non si sbilanciano. Ufficialmente il colpo grosso che ieri la Dia ha messo a segno sequestrando cinque palazzi in centro e quattro terreni edificabili, trova la sua spiegazione in un’indagine per falso in bilancio: gli appartamenti sarebbero 120, il valore del patrimonio finito sotto i sigilli è di circa 90 milioni di euro. Ma la pista di cui nessuno parla ad alta voce e che tutti sussurrano a Palazzo di Giustizia e dintorni è quella dell’infiltrazione delle cosche e del riciclaggio.

CONFISCATO AI CASTELLI IL TESORO DEGLI USURAI.
“Il Tempo”, 29 aprile 2004

VELLETRI. Confiscati dalla magistratura, beni per diversi miliardi di vecchie lire di proprietà di un imprenditore di Castelgandolfo e di un avvocato penalista di Velletri. Questo è l’ulteriore “tassello” del mosaico che ha portato all’arresto nel giugno del 2002 di nove persone tutti residenti ai Castelli Romani. L’indagine ha preso l’avvio tre anni fa, con un giro d’usura gestito da insospettabili ai Castelli Romani e sul litorale. Imprenditori edili, proprietari terrieri, funzionari di banca ed un legale, coinvolti nella maxi inchiesta, in tutto dodici persone, tra arrestati e denunciati che sono finiti nella rete tesa dalla polizia e dalla Guardia di Finanza di Valletti.

BLOCCATO CON DUE CHILI DI COCA.
“Il Mattino di Padova” , 25 aprile 2004

DOLO. Ancora droga sequestrata dalla Guardia di Finanza. Ancora un carico tolto dalla piazza dai finanzieri del Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria di Padova. I militari hanno bloccato un’auto guidata da un albanese che all’interno aveva due chili di eroina. La vettura, dopo un pedinamento durato diverso tempo è stata intercettata all’uscita dall’autostrada al casello di Dolo. L’albanese era stato intercettato a Padova dove aveva incontrato alcuni pregiudicati noti per i loro precedenti per spaccio. Lo stupefacente che ha un valore sul mercato di oltre ottantamila euro proveniva dalla Puglia dove l’albanese risiede.

PENTITO DELLA ‘NDRANGHETA TROVATO IMPICCATO: SUICIDIO IN APPARENZA.
“Il Giorno”, 25 aprile 2004

COMO: Suicidio. Al momento non sembra esserci nessun’altra ipotesi dietro il giallo di Albate. Almeno questi sono i primi risultati delle indagini degli investigatori della Questura, sulla morte del pentito della ‘ndrangheta Domenico Foti, 43 anni , originario di Montebello Jonico (Reggio Calabria) e residente nella frazione di Como, trovato impiccato al soffitto della sua abitazione di Via Maschera, venerdì scorso, dalla figlia, anche se la notizia è trapelata soltanto ieri. Gli investigatori, coordinati dal sostituto Vittorio Nessi della Procura della Repubblica di Como, hanno però stabilito che un’ora prima del rinvenimento del cadavere, due sconosciuti si erano presentati in Via Mascherpa e avevano allontanato con una banale scusa la figlia , perché volevano restare soli con Foti. Al suo ritorno, la giovane ha trovato il padre impiccato.

LE NUOVE GANG DEL MORDI E FUGGI
“Il Mattino di Padova”, 21 aprile 2004

PADOVA. E’ un errore definirli nipotini dei vecchi malavitosi del Brenta. Sono soltanto parenti alla lontana , di secondo e terzo grado. La banda Maniero non esiste più come tale, perché si è frantumato il punto di riferimento al vertice della gang, allora strutturata con caratteristiche di criminalità organizzata di stampo mafioso. Ai tempi d’oro di “faccia d’angelo” imperava una gerarchia che intimidiva , sequestrava, estorceva e spesso uccideva, come avviene sulla pelle di Benvegnù, Bernardinello, “Sauna” Carraio, Ortes e tanti altri.

AN SOTTO TIRO . INCENDIATA L’AUTO DEL PRESIDENTE PISANO.
“La Nazione”, 6 aprile 2004

PISA. Ancora un attentato incendiario nei dintorni di Pisa. E ancora una volta nel mirino è finita Alleanza Nazionale. Ma quest’ultimo inquietante episodio ha rischiato di sfociare in una strage. Sarebbe bastato che l’auto di Marco Meucci, presidente provinciale di AN, data alle fiamme nella notte tra domenica e lunedì, anziché essere diesel fosse stata a benzina, o che le fiamme si fossero propagate ai veicoli parcheggiati vicino alla BMW distrutta, allora il bilancio avrebbe potuto essere tragico. Perché a pochi metri dal rogo abitano molte persone, gran parte delle quali alle 2.30 ovviamente dormivano. E, dunque , sarebbero state sorprese nel sonno da un’esplosione con effetti devastanti.

ECOMAFIA: IN DIECI ANNI UN GIRO DI 132 MILIARDI.
“Il Tirreno”, 7 aprile 2004

MILANO. Boom di eco-reati in Italia. Se negli ultimi 10 anni ne sono stati contati 250 mila, il 2003 ha superato tutti i record per cemento selvaggio, rifiuti e bracconaggio. Gestito da almeno 169 clan mafiosi, il giro d’affari dell’ecomafia ha toccato in 10 anni i 132 miliardi di euro e solo lo scorso anno ha superato i 18,9 miliardi. Con 26 mila reati , il 2003 ha visto un incremento del 32,6 per cento rispetto al 2002. Raddoppiati gli incendi dolosi, più 16 per cento per i reati del ciclo del cemento e più 10,7 per cento per quelli dei rifiuti. In crescita denunce e arresti, raddoppiano i sequestri che in dieci anni ammontano a 40 mila.

STUPEFACENTI, SETTE ARRESTI IN UN ALBERGO.
“Il Mattino di Padova”, 30 marzo 2004

PONTE DI BRENTA. Un blitz in piena regola. Concordato da tempo e che si concluderà soltanto nelle prossime ore. I carabinieri del nucleo operativo di Udine, in collaborazione con i colleghi del Radiomobile di Gorizia e quelli del nucleo operativo di Este hanno fatto scattare le manette attorno ai polsi di sette persone, tutte magrebine, portate in carcere con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. I sette sono stati sorpresi all’interno dell’Hotel Paola, in via San Marco a Ponte di Brenta.

LA COMMESSA DELLA COCAINA
“Il Tirreno”, 28 marzo 2004

FOLLONICA. Operazione Black Lion. Giro di cocaina per oltre 60mila euro da Verona a Follonica stroncato dai carabinieri in due mesi. Nella notte del 25 e 26 marzo , gli uomini della tenenza di Follonica, hanno arrestato la spacciatrice D.A. residente a Follonica. Fermate nel livornese anche altre cinque persone implicate nello spaccio su ordine di custodia della procura di Livorno. La donna, lavora in un negozio di Follonica.

UN PROIETTILE SPEDITO A TANO GRASSO.
“l’Unità”, Roma 2 aprile 2004

ROMA. Un altro proiettile contro Tano Grasso, il delegato del sindaco Walter Veltroni per la lotta al racket e all’usura. E’ il terzo episodio del genere, l’ultimo proiettile era stato inviato a Grasso soltanto un paio di mesi fa. La minaccia, questa volta, è arrivata in modo indiretto, perché è stata fatta recapitare presso la sede della televisione locale “Roma Uno” di via Groenlandia, un’emittente che ha recentemente dedicato molto spazio all’argomento , sia nei tg che all’interno di rubriche di approfondimento, invitando più volte Tano Grasso nei suoi studi.

DROGA, TRE GROSSISTI IN MANETTE
“Il Mattino di Padova “, 16 marzo 2004

VENEZIA. L’avevano imbavagliato e legato e probabilmente quella stessa sera lo avrebbero fatto fuori. Invece un contadino di Ponte Brenta ha sentito dei rumori provenire da un casolare abbandonato ed ha avvertito i carabinieri di Vigodarzere che, con il loro intervento , hanno salvato il marocchino trentenne e sono riusciti a bloccare uno dei sequestratori. Altri due sono finiti in manette nei giorni scorsi: dietro il sequestro una guerra tra bande per il controllo del traffico di eroina tra Padova e Mestre.

CANTIERI, PATTO ANTI-CRIMINE
“La Repubblica”, 14 marzo 2004

ROMA. Supercontrolli contro infiltrazioni mafiose nei cantieri delle grandi opere. Per evitare ogni rischio di contaminazioni con la malavita si coalizzano Unione industriali, Prefettura e Campidoglio. Un’inedita alleanza che domani porterà alla firma di un protocollo di legalità. L’idea è venuta al presidente degli industriali romani, Giancarlo Elia Valori. “Per assicurare il rispetto delle regole ho voluto raccordarmi con il prefetto Achille Serra e il sindaco Walter Veltroni. E’ nata così questa nuova collaborazione che prevede uno scambiop incrociato di informazioni e segnalazioni tra forze dell’ordine , uffici del Comune e imprese aggiudicatarie dei lavori”.

L’INGEGNERE DELLA “COCA” . PRESO INSOSPETTABILE
“La Nazione”, 13 marzo 2004

FIRENZE. Davvero un isospettabile. Il corriere della droga era un ingegnere edile canadese di origini polacche. Con lui sono finiti in manette anche due magrebini , in Italia regolarmente da diversi anni, entrambi sposati con un’italiana, con un figlio e un lavoro regolare.Quattro chili di cocaina pura all’89 per cento. Un altro chilo lo aveva il canadese , trovato anche in possesso di 20.000 euro, per gli investigatori soldi frutto del pagamento della prima rata della sostanza stupefacente.


APPOSTATI TRA I CESPUGLI PER SCOVARE L’EROINA

“Il Mattino di Padova”, 5 marzo 2004

LEGNARO. L’hanno tenuto d’occhio per oltre una settimana. Nascosti tra i cespugli e mimetizzati in mezzo a foglie e rami. Ma alla fine i carabinieri di Legnaro sono riusciti a stringere le manette ai polsi di Ben Mohammed Rahal Anouer, 32 anni, residente a Fiorano Modenese con permesso di soggiorno falsificato. Il tunisino è stato beccato con 50 dosi di eroina, che come di consueto stava per prelevare da una buca scavata in mezzo a un bosco. Ritratta dell’ex vivaio abbandonato tra Legnaro e Saonara: un luogo in cui la vegetazione si è infoltita con il passare degli anni. Al punto da essere usato come vero e proprio deposito di droga.


USURA: UN GORGO DA CUI NON SI ESCE
“Il Tirreno”, 2 marzo 2004

FIRENZE. Prestava soldi anche al 396 per cento l’anno. E’ la storia di un anziano livornese a cui si rivolgevano soprattutto alcuni ristoratori in grave crisi economica. Dieci giorni fa l’usuraio ha patteggiato due anni di pena. Di storie come questa sono ricche le cronache. Storie in aumento, almeno stando alla denuncia di Lelio Grossi, presidente della commissione prevenzione usura delle Misericordie della Toscana:”Registriamo un forte incremento degli usurai così come delle vittime che si rivolgono ai nostri centri per chiedere un sostegno economico”.


EDIFICI DI PREGIO, LA DIA INDAGA SULLE IRREGOLARITA’
“Il Giornale “di Roma, 29 febbraio 2004

ROMA. Finanziamenti bancari per circa cento milioni di euro per concludere le operazioni di compravendita di edifici di pregio a favore di una società il cui amministratore risulta essere un responsabile degli impianti sportivi della società di calcio Lazio: su questo aspetto si sta concentrando l’attenzione degli investigatori del centro operativo della Dia di Roma, impegnati da mesi in un’inchiesta avviata dalla Procura sui trasferimenti immobiliari più consistenti avvenuti negli ultimi tempi nella capitale. Gli investigatori puntano a stabilire se dietro i finanziamenti e le operazioni di compravendita si nascondono “interventi occulti”di società o singole persone.

L’OMBRA DELLA MAFIA CINESE
“Il Resto del Carlino”, 23 febbraio 2004

IMOLA. Doveva essere uno dei normali controlli messi a punto per monitorare la situazione nei locali pubblici del circondario. Lo hanno notato e avvicinato senza destare clamore assestando un importante colpo alla malavita organizzata: un pesce piccolo , senz’altro giovane, ma già in odore di mafia cinese. Del minorenne arrestato l’altra notte sono state diramate solo le iniziali, W.Z., straniero regolarmente in Italia.

IL BOSS CON LA SECONDA VITA CANADESE
“La Stampa”, 23 febbraio 2004

TORINO. Latitante da quattro anni con un’identità completamente rifatta, il boss calabrese Salvatore Coluccio, 37 anni, personaggio di spicco della cosca Aquino-Coluccio di Gioiosa Jonica, è finito ieri mattina nelle mani dei carabinieri della sezione Catturandi del Reparto Operativo di Torino. Era colpito da un ordine di carcerazione della Procura di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso e per traffico internazionale di stupefacenti. Il Coluccio, una volta fuggito dall’Italia, si era ricostruito in Canada una seconda vita. Ufficialmente residente nella cittadina di Thornill, grazie all’identità “pulita” avrebbe compiuto numerosi viaggi fra Italia e Nord America anche per continuare a seguire i suoi traffici che sono sempre stati quelli dell’eroina dalla Turchia e della cocaina dalla Bolivia.

MANETTE AL BOSS DE STEFANO
“Il Mattino di Padova”, 23 febbraio 2004

REGGIO CALABRIA. Colpo grosso della polizia contro la ‘ndrangheta , la mafia calabrese: la polizia ha fatto scattare le manette ai polsi di Orazio De Stefano, 45 anni, capo dell’omonima cosca di Reggio Calabria. Alla macchia dal 1988 era considerato uno dei cinque latitanti più pericolosi d’Italia. E’ stato sorpreso ieri in un appartamento della zona residenziale Parco Caserta. De Stefano aveva assunto la guida della cosca dopo la morte del fratello Paolo, ucciso in un agguato di mafia nel 1985. In precedenza altri due fratelli, Giorgio e Giovanni, avevano perso la vita in agguati.

TROVA SUL CIGLIO DELLA STRADA OTTOMILA PASTIGLIE DI ECSTASY.
“Il resto del Carlino”, 19 febbraio 2004

BOLOGNA. Nella Val di Zena era in corso un’operazione dei militari : una telefonata anonima aveva segnalato il passaggio di un “corriere”. Le pasticche erano custodite in un borsone, forse gettato via prima di un posto di blocco. Quando ha aperto quel borsone scuro abbandonato sul ciglio della strada dachissà chi ha capito subito di essere diventato protagonista inconsapevole di una storia pericolosa. Per questo, quando l’agente di commercio, un bolognese di 37 anni, ha visto quella valanga di pasticchine rosa accatastate e sigillate in quel nylon trasparente, non ha perso tempo e si ha allertato i carabinieri. Poche parole che hanno però fatto arrivare immediatamente sul posto le “gazzelle”dell’Arma.

CASE DEI MAFIOSI PER RISOLVERE L’EMERGENZA
“Il Messaggero”, 18 febbraio 2004

ROMA. “Tutti i beni confiscati alla mafia saranno destinati al Comune per affrontare l’emergenza abitativa”. La prima risposta concreta al dramma di migliaia di famiglie arriva dal vertice convocato ieri dal prefetto di Roma Achille Serra. “E’ un problema sociale che rischia di trasformarsi in un problema di ordine pubblico- ha spiegato la gravità della situazione il prefetto- una dimostrazione l’abbiamo avuta in occasione degli scontri avvenuti nei pressi dei cantieri per la Tav. La tensione si sta alzando e il problema della casa si unisce al rischio di perdere il lavoro”.

MINACCE AL VICESINDACO
“Il Giorno”, 14 febbraio 2004

MILANO. “Ti uccideremo…” poi pesanti apprezzamenti verso la moglie. Una lettera anonima spedita al vicesindaco Riccardo De Corato con all’interno una trentina di pallini da caccia. Un avvertimento, una minaccia. Ma perché? E soprattutto da parte di chi? E la tensione all’interno della maggioranza a Palazzo Marino sale. La lettera non è firmata, non ha rivendicazione e non c’è nulla che possa ricondurre l’intimidazione ad un episodio specifico o ad un gruppo eversivo, insurrezionale, terroristico. Niente di niente. In ogni caso il comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico ha disposto per il senatore di AN la “tutela”, insomma un uomo di scorta per ogni spostamento. Fuori e dentro Milano.

DALLE BR ALLA MAFIA, ARRESTATO PER TRAFFICO D’ARMI
“La Nazione “, 13 febbraio 2004

PRATO. E’ finito di nuovo in carcere Elfino Mortati, 44 anni, l’ex brigatista condannato nel ’79 per l’omicidio del notaio pratese Gianfranco Spighi. Lo hanno arrestato a Caerano San Marco, nell’abitazione della madre, con l’accusa di traffico d’armi ed esplosivo a favore di una cosca mafiosa. Mortati è noto alle cronache giudiziarie ormai da 26 anni.

COCAINA NASCOSTA IN OVULI, MESSICANO IN MANETTE
“Il Giornale”, 11 febbraio 2004

ROMA. Viaggiava con un chilo di cocaina purissima nello stomaco, nascosto in 120 ovuli. Un messicano di 50 anni, O.Z., è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino dai finanzieri del Comando Gruppo Guardia di Finanza di Fiumicino. L’accusa è di traffico internazionale di droga. I finanzieri, notando lo stato di estrema agitazione con cui l’uomo affrontava il controllo, lo hanno fermato. O.Z. è stato accompagnato all’ospedale Grassi di Ostia e ora è rinchiuso all’interno del carcere di Regina Coeli

NOVE IN MANETTE PER SPACCIO DI COCA
Da “Il Tirreno”, 8 febbraio 2004

LIVORNO. L’hanno chiamata “operazioneneve in Val di Cornia”, quasi un ossimoro per una zona dove i fiocchi candidi sono cosa rara. Lo è un po’ meno la polvere bianca, la cocaina, la “neve”: i carabinieri hanno ribattezzato così un’indagine partita un anno fa e poi congelata – per restare in tema – da un braccio di ferro tra organi della magistratura.

NARCOTRAFFICO: IMPUTATI ECCELLENTI
“Il Mattino di Padova”, 3 febbraio 2004

In aula diverrà un maxiprocesso: il pubblico ministero di Venezia Francesco Saverio Pavone ha chiesto il rinvio a giudizio per 92 persone. Al centro delle indagini un vasto traffico di eroina e cocaina dall’estero al Veneto, tra gli imputati ci sono due sottufficiali dell’Arma allora in servizio ad Abano Terme, il direttore dell’agenzia Antonveneta di Piazza del Santo a Padova e la contessa trevigiana Morena Monti.

RAPINA E ARMI: PROSCIOLTO VANDELLI
“Il Mattino di Padova”, 4 febbraio 2004.

Ci sono voluti quasi undici anni. Undici anni perché il nome e il cognome dell’attentatore che mise una bomba al vecchio tribunale di via Altinate fosse assicurato alla giustizia. E’ Ercole Salvan, 42 anni, originario di Santa Maria di Sala, nel Veneziano, uno degli uomini di punta della banda di fuoco dell’ex boss della Riviera Felice Maniero:ieri il gup di Udine Alberto Scaramazza gli ha inflitto con rito abbreviato 3 anni e 8 mesi di carcere per quello scoppio, tre rapine, la detenzione di armi e l’importazione di 25 chili di esplosivo al plastico. Una lunga inchiesta quella che ha portato alla condanna di Salvan.

USURA: BUSTA CON BOSSOLO A TANO GRASSO
“Il Messaggero”, 31 gennaio 2004

Una busta con un bossolo esploso. E’ la minaccia recapitata aTano Grasso,da sempre in trincea contro il racket e consulente antiusura del Comune di Roma.La busta col bossolo è stat consegnata l’altro giorno allo sportello antiusura di Cinecittà aperto dal Comune nel 2002.Sull’episodio stanno indagando gli investigatori della polizia scientifica della questura di Roma, subito allertati da Grasso dell’accaduto

FALSE GRIFFES, QUATTRO DENUNCE, “QUI C’E LA MANO DELLA CAMORRA”
“Il Resto del Carlino”, 19 dicembre 2003


BOLOGNA. Refrigiwear, Fay e belstaff; magliette Dolce & Gabbana; jeans a la page,tute Nike e Adidas e fotocamere. Tutto rigorosamente falso, ma di buona fattura e per un valore stimato in circa 200mila euro.Questo il valore complessivo della merce sequestrata dalla polizia nel corso di una maxi operazione che si è conclusa con la denuncia di quattro persone per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Dai nomi di alcune persone, si è risaliti al canale di approvvigionamento, dato che a tutti i venditori bolognesi la merce arrivava con piccole spedizioni da Napoli fatte per mezzo di corrieri espressi. Le indagini della polizia campana hanno però subito accertato che le ditte “mittenti”delle spedizioni in verità non esistono. E gli agenti in servizio nella città partenopea ne sono praticamente certi: dietro al traffico di merce contraffatta ci sarebbe la mano della camorra.

SALA TEATRO INTITOLATA A FALCONE E BORSELLINO
“Il mattino di Padova”, 19 dicembre 2003

LIMENA. La nuova sala teatro della Barchessa intitolata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino , sarà sarà inaugurata nei prossimi giorni con una serie di manifestazioni imperniate sui temi della lotta alla mafia. Domani, alle 20.45, ci sarà un incontro con la cittadinanza sul tema “Memoria e impegno: per non dimenticare”. Sarà presente il giudice Giancarlo Caselli, procuratore generale di Torino, e fungerà da moderatore don Luigi Tellatin dell’Associazione Libera. L’incontro sarà preceduto dalla lettura di alcuni brani tratti da “Cantata per i bambini morti di mafia”di Luciano Violante, interpretati dall’attrice Renata Rebeschini.

STROZZINI CON IL BASTONE. NEL GIRO UN ULTRANOVANTENNE
“Il Giorno”, 12 dicembre 2003

MILANO. C’era anche un ingegnere friulano ultranovantenne tra i dieci usurai scoperti e denunciati dalla Guardia di Finanza in un’operazione scattata all’alba di ieri mattina. Ma non era l’unico vecchietto insospettabile coinvolto nel giro di prestiti di denaro. Oltre a lui sono stati scoperti anche un 76enne siciliano e un 73enne imprenditore nel settore del recupero e della lavorazione di materiali ferrosi. L’aspetto curioso è che gli usurai non contattavano mai di persona i clienti, ma si servivano di intermediari che erano a loro volta degli usurati e si servivano di questo lavoro per farsi tagliare un po’ di debiti.

CINQUE CHILI DI COCA IN VALIGIA, RISCHIA LA PENA DI MORTE A BALI.
“Il Tirreno”, 12 dicembre 2003

ORBETELLO. La voce si è diffusa all’alba, portata da un sms. Da Bali, dove si trova in vacanza, un orbetellano ha inviato un messaggio a un amico: “E’ successa una cosa terribile a Juri”. Juri Angione, 24 anni, è stato arrestato mercoledì all’aeroporto di Bali, paradiso turistico dell’Indonesia. Nel suo bagaglio la polizia della dogana ha trovato cinque chili e 300 grammi di cocaina. Il giovane è stato fermato, e adesso – come confermano dal consolato italiano nell’isola – si trova in stato di fermo.

FACCIA A FACCIA COL FRATELLO DI PEPPINO IMPASTATO
“Il Tirreno”, 4 dicembre 2003-12-12

FOLLONICA. “La verità è che la lotta alla mafia va condotta quotidianamente, spesso in sordina e spesso con piccoli gesti”. E’ questa una delle frasi di Giuseppe Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978, che ha più colpito i giovani del forum di Follonica. La storia di Peppino è tornata alla ribalta della cronaca grazie al film “I cento passi”, di Marco Tullio Giordana. Giulia Pieri, la coordinatrice del gruppo e gli altri partecipanti al forum incontreranno il fratello di Peppino, Giovanni Impastato, oggi e domani.
Centro siciliano di documentazione “Peppino Impastato”
Relazione sul caso “Impastato” della Commissione antimafia (Documenti approvati, n°50)

DOPOSCUOLA NELLA VILLA DEL BOSS.
“Il Mattino di Padova”, 4 dicembre 2003

CAMPOLONGO. Un doposcuola per i ragazzi di Campolongo nella villa dell’ex boss della mala del Brenta Felice Maniero. “Scegliendo l’ex villa del boss della mala – spiegano i promotori- si é voluto dare ai ragazzi e alle famiglie un forte segnale di impegno civico in favore della legalità “.La villa ospita da tempo il circolo ricreativo per anziani dell’Antea ma ora sarà frequentato anche dai più giovani. Insomma una centrale del malaffare sequestrata al boss dalla magistratura diventerà un punto di educazione per i ragazzi delle medie di Campolongo.

ROMA. L’USURA SUL LITORALE NON PARLA ROMANO
“l’Unità”, 5 dicembre 2003

ROMA. Bande organizzate, che parlano un accento siciliano, campano, calabrese e che soppiantano i cravattai locali per gestire il mercato dei prestiti a strozzo, oltre a quello delle estorsioni e del traffico di droga. E’ il lato oscuro del litorale romano, dove l’usura ha affondato le sue radici più profondamente che in qualsiasi parte di Roma. Qui, dove mafia e camorra hanno trovato il terreno più fertile. Un fenomeno che si lascia dietro una lunga scia di attentati e del quale sembrano emergere solo frammenti.

LUCCA. USURA, TRUFFE E MINACCE: 14 IN CELLA.
“Il Tirreno”, 22 novembre 2003

LUCCA. Prestiti a usura, con tassi d’interesse che andavano dal 150 al 180%, atti intimidatori e pressioni psicologiche sulle vittime per incassare il denaro, truffe ad una decina di banche per un totale di 600mila euro, riciclaggio, clonazione di carte di credito. Questa era l’attività della banda smantellata dopo un anno di indagini dalla guardia di finanza e dalla procura di Lucca. A capo dell’organizzazione Domenico Lentini, 36 anni, personaggio di spicco della criminalità calabrese da tempo trapiantato a Montecatini. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare, 21 le persone denunciate. Sequestrate una grossa ditta di elettrodomestici, una casa e perfino un decreto ingiuntivo emesso dal tribunale civile lucchese.

ROMA. COCA E SQUILLO PER I VIP
“l’Unità”, 20 novembre 2003

ROMA. Tutto partiva da S.Basilio, nella periferia est di Roma. Da lì, secondo l’accusa, partiva il flusso di cocaina che attraversava le strade della capitale per raggiungere i salotti dei vip. Passando per l’Harris bar di via Veneto, il Gilda di via Mario de’ Fiori, il ristorante Quinzi e Gabrielli di via delle Coppelle e i piani alti della politica, come il Ministero delle Attività Produttive. E il più delle volte ad accompagnare la polvere bianca c’era anche, seppur non compreso nel prezzo, la possibilità di allietarsi con “disponibili signorine”. I capi di imputazione che hanno portato 16 persone in carcere e tre agli arresti domiciliari, sono di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Ad essere accusati , une rete di insospettabili romani e non, appartenenti agli ambiti più disparati: imprenditori edili, militari della Finanza, attrici, politici di alto e medio livello e avvocati.

TRIESTE. MAXI OPERAZIONE DI POLIZIA NEL NORD-EST. SGOMINATO TRAFFICO DI DROGA. INDAGATO ANCHE EX POLIZIOTTO.
“la Padania”, 5 novembre 2003

TRIESTE. Un vasto traffico di cocaina ed ecstasy provenienti dalla Croazia e destinate alle discoteche e a “droga-party” privati è stato individuato dalla polizia di Trieste che ieri ha arrestato nove persone tra cui un militare e vari commercianti. Indagato anche un ex poliziotto. Nella vicenda sono coinvolti diversi notabili cittadini in veste di consumatori : avrebbero partecipato ai “droga party”che spesso si sono svolti a bordo di imbarcazioni da diporto.

PRATO, UN SUMMIT SULLE MAFIE STRANIERE
“Il Giorno”, 20 novembre 2003

PRATO. Lente di ingrandimento sui fenomeni legati alla mafia cinese, albanese e russa, alle trasformazioni in atto e al grado di infiltrazione nel tessuto toscano e pratese , in particolare. Sono questi i temi al centro del summit promosso dal Comitato sulle mafie straniere della Commissione parlamentare antimafia, che prosegue oggi a Prato una serie di audizioni coi vertici delle istituzioni , delle forze dell’ordine, della magistratura e delle associazioni di categoria locali e fiorentine. E’ stato registrato un cambiamento della strategia della mafia gialla, che non comprende più solo la tradizionale attività legata alla immigrazione clandestina, ma anche lo sfruttamento della prostituzione, le rapine e il racket.

PADOVA, BLITZ ANTIDROGA: SEQUESTRATI 127Kg DI HASHISH
“La Padania”, 18 novembre 2003

PADOVA. I Carabinieri del Comando provinciale di Padova hanno arrestato quattro persone, tre genovesi ed un veronese, nell’ambito dell’operazione “Corona d’oro”, sequestrando nel contempo 127 Kg di hashish. Il blitz è scattato nel padovano, dove i quattro stavano transitando a bordo di due autovetture: grazie ai cani delle unità cinofile, i Carabinieri hanno subito individuato la droga, celata negli interni delle due autovetture. Secondo le prime ricostruzioni, la droga era stata caricata in Spagna, dove risiede il cittadino veronese, ed era diretta alle piazze più importanti del padovano.

APPUNTAMENTO CON 12 CHILI DI EROINA. SONO STATI TROVATI A CASA DI DUE ALBANESI. I CORRIERI CROATI ERANO APPENA ARRIVATI.
“Il Mattino di Padova”, 13 novembre 2003

PADOVA. Quattro arresti, dodici chili di eroina purissima tolti al mercato, sedicimila euro in contanti e svariati telefoni cellulari sequestrati. Questo il bilancio di un’operazione congiunta delle sezioni antidroga delle Squadre Mobili di Padova e di Bologna. Gli investigatori pensano che l’eroina sia stata importata dall’Afghanistan via Albania per rifornire i canali di spaccio del Basso Veneto e dell’Emilia Romagna.

UN CAMPER ANTIUSURA PER LE STRADE DEL LITORALE
“Il Giornale”, 7 novembre 2003
ROMA. In questi giorni partirà un camper itinerante con a bordo legali ed esperti del settore ai quali i cittadini potranno rivolgersi liberamente e gratuitamente per informazioni e richieste di aiuto. Il mezzo sarà un punto di primo intervento e circolerà tre giorni per le strade del litorale romano facendo varie tappe ad Ostia e Acilia , e in futuro anche in altre città del nord. L’iniziativa è stata voluta e promossa da Codici, il Centro per i diritti del cittadino e dall’Airp, in collaborazione con la Provincia. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Codici risulta che in Italia circa 500mila persone sono sovraindebitate o vittime di usura e nella provincia di Roma c’è stato, negli ultimi anni, un incremento del 300 per cento di arresti dei membri di associazione di stampo mafioso mentre sono raddoppiati gli arresti per estorsione.

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