MILANO. Protagonisti diversi, ma storie simili tra loro. Sono quelle legate al mondo dell’usura. Quando a “Filo diretto”, lo spazio dedicato ai lettori che hanno bisogno di un consiglio sull’argomento , si sentono certi racconti, viene da pensare come sia possibile finire in guai dai quali poi è molto difficile uscire. Eppure succede e molto spesso. Non tutte le vittime sono sprovvedute, tutte però sono in uno stato di bisogno. Non ne vuole sentire parlare C., di Brescia. E’ terrorizzata. In famiglia non sanno niente e lei non ha la forza di raccontare tutto, dice che non la perdonerebbero mai. Ma è proprio dalla famiglia che dovrebbe arrivare il primo aiuto, la vergogna però ha il sopravvento, per non parlare della paura. Sul telefonino le arrivano messaggi con minacce su minacce. Sarebbe facile risalire ai ricattatori, ma la signora si rifiuta di collaborare e vive nel terrore, trascorrendo le giornate a pensare al suicidio.
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