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Francesco Forgione, Ai partecipanti al Convegno

21.06.2008

FRANCESCO FORGIONE Ai partecipanti al Convegno La mafia invisibile, Milano 9 e 10 novembre 2007

Motivi imprevisti, legati allo sciopero dei lavoratori dei trasporti, mi impediscono di partecipare al vostro convegno.Mi dispiace davvero e spero che potrò leggere gli atti e i contributi dei diversi interventi.La vostra riflessione è davvero centrale in questa fase della lotta alle mafie. Dobbiamo ricostruire categorie analitiche, capacità di lettura della realtà, strumenti d’inchiesta se vogliamo cercare e trovare le mafie nei punti alti della modernizzazione capitalistica del Paese e svelarne la funzione ed il salto di qualità da esse prodotto nei processi di trasformazione che hanno investito la società, l’economia, il potere e la politica negli ultimi15 anni.Per questo è necessaria la vostra riflessione e utile anche al lavoro della Commissione Antimafia. Perché, se da un lato va rifiutata la riduzione della “questione meridionale” ad una questione criminale, dall’altra dobbiamo avere la capacità di ricostruire la mappa degli insediamenti mafiosi, la pervasività dei capitali e delle ricchezze mafiose e il loro inabissamento nell’economia legale, grazie alle opportunità di una globalizzazione che ha messo il primato dell’impresa e del profitto prima delle esigenze e delle regole della legalità e della trasparenza dell’economia e della finanza.Il Nord, la cittadella finanziaria del Paese, rappresenta uno snodo centrale di questo nuovo processo di globalizzazione e di finanziarizzazione delle attività criminali.Basta pensare alla forza e alla pervasività della ‘ndrangheta in regioni come la Lombardia o l’Emilia o il Piemonte, o ancora agli insediamenti mafiosi storici nei salotti “buoni” dell’economia e della finanza milanesi.Occorre ripartire. E’ un’esigenza non più rinviabile.Se solo penso che l’ultima relazione della Commissione Parlamentare sulle mafie al Nord risale al 1993, senatore Carlo Smuraglia, non posso non sottolineare il ritardo politico e la sottovalutazione della concreta realtà del fenomeno. Così come se penso che negli ultimi 15 anni nessuno aveva mai convocato un Governatore della Banca d’Italia in Commissione e mai, nella storia di questa istituzione parlamentare, era stato convocato il Presidente di Confindustria, non posso non cogliere un limite proprio di un’analisi che non ha mai davvero voluto affondare nella natura del mercato e nel sistema d’imprese, oltre che nelle relazioni politiche ed istituzionali, l’inchiesta sulla parte più profonda della pervasività economica e del sistema di relazioni sociali che producono, dentro e fuori le aree tradizionali, i processi di egemonia mafiosa, e ripropongono il tema centrale di quella “borghesia” – mafiosa e non – senza la quale le mafie non avrebbero avuto il ruolo che hanno e la “soggettività politica” che riescono ad esprimere.Abbiamo portato due volte il governatore Draghi in Commissione ed il Presidente Montezemolo anche per questo, per cominciare ad affrontare il ruolo cruciale del sistema delle banche, la loro funzione nel riciclaggio e nel reinvestimento di capitali, e il ruolo delle imprese, del Sud e del Nord. Quel “dobbiamo farci impresa”, di cui parlava Bernardo Provenzano in alcuni “pizzini”, non riguardava solo le attività mafiose, ma incontra un sistema che, senza bisogno di autorevoli inviti alla convivenza, in questi anni ha cogestito e gestisce il meccanismo degli appalti e degli affari, in intere aree, con gli interessi della mafia.C’è da colmare un vuoto e il vostro convegno può dare un contributo di analisi e di proposte significativo.Noi abbiamo deciso come Commissione di produrre la prima relazione sulla ‘ndrangheta. Non è mai stata fatta e la ‘ndrangheta continua a rimanere la mafia più sconosciuta e inesplorata, la più forte, la più dinamica sul piano internazionale e la più ricca sul piano economico. E’ un’occasione per rioccuparci in modo esteso, a 15 anni dalla relazione Smuraglia, degli insediamenti mafiosi al Nord. E sono sicuro che anche dalle vostre riflessioni trarremo materiali preziosi. In questi giorni, dopo il voto sulla Finanziaria al Senato, approveremo la relazione conclusiva dell’inchiesta in materia di sequestri e confische di beni e di patrimoni mafiosi. Daremo indicazioni al Parlamento, alcune delle quali sono già inserite in uno dei DDL del “Pacchetto sicurezza”. Essere passati dalla centralità del sequestro delle spugnette dei lavavetri a quello dei patrimoni mafiosi, visto l’andazzo del dibattito politico post – estivo, è stata una buona conquista!Ma ora serve davvero un cuore alla lotta alla mafia. A 25 anni dall’omicidio di Pio La Torre e del 416 bis va portata a compimento la sua intuizione: cambiare paradigma per affermare la pericolosità sociale dei beni e dei patrimoni dei mafiosi, affermare la separazione tra le misure di prevenzione personale e le misure di prevenzione patrimoniale, stabilire una sorta di automatismo delle indagini, riorganizzare anche gli uffici giudiziari a questi fini. Credo che possiamo farcela, se nelle prossime settimane riusciremo a conquistare la centralità di questi temi all’azione del Parlamento e delle forze politiche, al di là degli schieramenti. Anche la politica ha tempi stretti per riformare se stessa, ripulire il rapporto tra rappresentanti e rappresentati, dare centralità alla propria responsabilità senza delegare alla magistratura l’obbligo di rendere trasparenti attraverso la sua azione le stesse Istituzioni. E’ ormai un tema che riguarda tutti i partiti e in tutte le aree geografiche del Paese. Sono convinto da sempre che non c’è lotta alla mafia senza una magistratura autonoma ed indipendente, condizione per non fermare l’azione di legalità alle soglie del potere politico ed economico e le mafie vivono di radicate relazioni e collusioni con questi poteri. Ma poi la lotta alla mafia deve conquistare una grande dimensione sociale per incrociare l’esigenza di una riforma della politica ed una riforma morale del Paese, senza le quali si può anche vincere un processo penale, ma i principi e i valori della Repubblica non sconfiggeranno gli interessi e i poteri criminali.

Postato in Convegni e Seminari, CONVEGNO MAFIA INVISIBILE.