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Cantieri e grandi opere L’assessore: su 136 richieste, 44 i provvedimenti bocciati

26.06.2008

Corriere della Sera – MILANO -
sezione: Cronaca di Milano – data: 2008-06-26 num: – pag: 3

Simini: i controlli del Comune funzionano Più attenzione dei privati per i subappalti

assessore comunale ai Lavori Pubblici e alle infrastrutture
Il punto di confine (tra legalità e illegalità) è il passaggio dall’appalto al subappalto. Dall’azienda capofila ad altre aziende che, all’interno di un cantiere, possono occuparsi di ruspe, o di betoniere, o di infissi. È nei subappalti che cercano d’infilarsi, le cosche della ‘ndrangheta, attive in imprese edili e soprattutto di movimento terra.
Ora: il Comune, oltre a fissare paletti nella catena stringendo, di molto, la possibilità di un appalto di allargarsi a ventaglio in più subappalti, ha attuato ulteriori misure di controllo. A esempio dell’azione, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Bruno Simini cita questi numeri: negli ultimi sei mesi, su 136 istanze di subappalto i provvedimenti di rigetto sono stati 44. Il 32% del totale. Una percentuale che uno può vedere in due modi: a) son tanti quelli che cercano di violare le regole; b) le verifiche di Palazzo Marino servono, e potrebbero pure scoraggiare eventuali emulatori. Nella vita delle grandi opere e delle costruzioni edilizie, non si sa mai, d’accordo. Però la diga contro quelli che Simini ama definire i «furbetti del cantierino» risultati ne dà. Domanda: non si potrebbe estendere il modello comunale ai privati, dove le indagini sulle cosche, dalla Calabria al Nord Italia, sovente mettono in luce zone buie, connivenze, infiltrazioni della ‘ndrangheta?
Simini incontrerà sindacati e associazioni di categoria per un apposito tavolo sulla sicurezza. Dice l’assessore che comunque ci sono delle leggi, non è che uno arriva e, per dire, impone agli altri, in questo caso gli stessi privati, di adottare le misure di Palazzo Marino. Vero. Simini garantisce l’impegno a potenziare la soglia di sorveglianza delle associazioni di categoria. Se si vuole impedire alle cosche di mettere le mani nell’Expo, bisogna fare fuoco di sbarramento iniziale. Dopo, sarà sempre tardi. Sapete perché certi cantieri sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria non chiudono mai? Non per la burocrazia. Ma perché in quei cantieri gli appalti, o meglio i subappalti, sono cosa di cosche, che, ha scritto la relazione parlamentare antimafia, vogliono che i lavori siano un’opera interminabile che vive dell’eterno aggiornamento delle tariffe».
Andrea Galli

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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