Skip to content



14/9 – Bombe e ritorsioni, torna il racket dei funerali

16.09.2008

da: il Corriere della Sera

14 settembre 2008


Nuovo attentato contro un’agenzia della San Siro. «Tira aria da Chicago anni ’20»
Molte società hanno aderito alla proposta del Comune di «funerali calmierati» per ridurre i costi delle esequie
In questa storia di bombe e pallottole notturne, ci sono fantasmi che tornano. I fantasmi non dei morti, ma degli ultimi vent’anni milanesi dei servizi funebri e delle oltre cento aziende che si contendono i 40 deceduti al giorno in città. Fette di mercato. Regolamenti di conti. «Spioni» negli ospedali che telefonano a cadavere ancora caldo per far guadagnare un funerale a ditte che li pagano, premiano, invogliano sottobanco. «È una giungla», dicono gli inquirenti della squadra Mobile che indagano sul secondo ordigno esploso in meno d’una settimana contro la San Siro.
La San Siro è tra le aziende più in vista del settore. Sua la «Casa funeraria», edificio di tre piani e cinque milioni di costo che sul modello americano è un albergo dell’ultimo saluto con suite e ristorante, e naturalmente camera ardente e celle frigorifere. È tanto invidiata dalla concorrenza, la «Casa funeraria ». Comunque: all’1.15 di ieri, è saltata in aria la vetrina del Centro servizi Drago, nella via omonima. La via Drago sta nascosta verso largo Boccioni, a ridosso dell’autostrada per Torino. Il Centro servizi lavora in franchising per la San Siro. E la San Siro, poco dopo la mezzanotte di lunedì, ha visto l’agenzia di Cinisello Balsamo uscire mezza distrutta da una bomba. Eravamo in centro, era appena passata la mezzanotte.
Il 29 maggio di un anno fa, 6 proiettili fatti partire dalla pistola di «un tizio», raccontò un testimone, «con casco e in scooter », finirono addosso a un negozio della San Siro, in via Festa del Perdono. Forse un avvertimento. E forse non ritenuto convincente da chi, con questi due ordigni, potrebbe aver deciso di ribadire il concetto, alzando il livello della minaccia. E della paura. Perché Alcide Cerato, 68 anni, ex corridore («Mi sentivo l’erede di Bartali, maestro di vita»), da quarant’anni capo della San Siro, lo confessa: «Ho paura, la sera, a tornare a casa». S’affida a magistratura e polizia, Cerato. Giura: «Nessuna minaccia ricevuta». Telefonate strane? «No. Tenga presente che il nostro centralino è attivo 24 ore su 24, con quattro operatori che si danno il turno… ».
Nemmeno allora, ed era tanto tempo fa, la San Siro ricevette minacce o telefonate prima degli attentati. Che, appunto, arrivarono senza farsi annunciare: nel 1989 un incendio distrusse il deposito dei carri funebri; nel febbraio del 1993 un altro rogo mandò in cenere il negozio di Abbiategrasso.
La San Siro ha detto sì all’iniziativa del Comune «funerali calmierati». Obiettivo dell’assessore Stefano Pillitteri, ridurre i costi delle esequie. L’iniziativa va bene. «Le principali aziende», dice l’assessore, «hanno aderito. Penso allo stesso Cerato, o a Sciannameo». Mario Sciannameo, amico dei socialisti e di quel Mario Chiesa di Tangentopoli, è un altro nome che conta nei servizi funebri. A Sciannameo, nato nel ’42 a Bisceglie, erano e sono riconducibili aziende del settore, più la Federcofit, la Federazione del comparto funerario che, tra le tante cose, si batte per aiutare i bambini poveri del-l’Africa. Tornando a Milano, cosa succede, Pillitteri? «Facciamo il possibile, con i controlli. Ma capita che nel mondo delle pompe funebri ci sia un’aria da Chicago anni ’20».
È un’aria (silenziosa, tra omertà e mancate denunce) che puzza. I traffici sporchi dei servizi funebri si accompagnano ad altri traffici. Il passato di Milano l’insegna. Negli anni ’90, si fece conoscere la «mafia dei fiori». Ruotava intorno ai Caputo, oggi tra i maggiori importatori di fiori d’Italia, originari di Canosa di Puglia. Tra rose, garofani e soprattutto crisantemi, hanno costruito un impero, partito dai chioschi fuori dai cimiteri e arrivato alle ditte di pompe funebri. Finirono nei guai con l’inchiesta sulla «mafia dei fiori», i Caputo. Usura, droga, e legami stretti con i terribilmente potenti clan palermitani della Bolognetta.
Andrea Galli Cesare Giuzzi Via Drago La vetrina della ditta di servizi funebri attaccata nella notte

Postato in Rassegna Stampa Mafia.