Costituzione e Cittadinanza Le disposizioni relative all’istituzione dell’insegnamento di “Costituzione e Cittadinanza”,  emanate dal MIUR in data 1 settembre 2008 prevedono, in maniera generica e indeterminata,che nel corso dell’anno 2008 / 2009 si svolgano attività di formazione degli insegnanti che dovranno svolgere tale insegnamento.Questa formazione prefigura le caratteristiche fondamentali dell’insegnamento stesso, che possono essere schematicamente di due tipi:a.      La disciplina è oggetto dell’insegnamento di un solo docente, è omogenea su tutto il territorio nazionale, non si rapporta alle specificità delle diverse realtà scolastiche e dei progetti didattici;b.      La disciplina è oggetto dell’insegnamento di tutti i docenti, presenta accanto ad un asse di omogeneità una forte attenzione alla specificità delle diverse realtà scolastiche, genera progetti didattici e si realizza in essi. Noi riteniamo che solo il secondo modo di concepire e d’impostare l’insegnamento di “Costituzione e cittadinanza” risponda all’esigenza di un’educazione civile e democratica dei ragazzi di ogni età e che tale impostazione debba rispondere a cinque requisiti:1.      Autonomia scolastica: se ogni attività didattica deve partire dall’analisi delle caratteristiche dei destinatari e dall’individuazione degli obiettivi, a maggior ragione l’insegnamento che si propone di saldare in maniera profonda la preparazione scolastica e la formazione civile non può essere astratto, ma deve rapportarsi con le difficoltà e con le potenzialità del vivere democratico in un determinato ambiente. Tutto ciò può essere attuato solo con un potenziamento della responsabilità autonoma delle singole scuole.2.      Trasversalità: l’attuazione dei principi e dei valori costituzionali non è appannaggio di qualche insegnante di ambito storico – giuridico, ma deve riguardare la messa in atto della Costituzione nella scuola, perché se la democrazia e la legalità non vengono messe in pratica non vivono e non possono essere trasmesse; se il rispetto delle persone, di tutte le persone, di qualsiasi provenienza, lingua e tradizione, non diventa il valore fondante della cittadinanza, l’educazione civica si rivela solo un arido elenco di norme; se le regole non vengono rispettate in primo luogo da chi ha il dovere di farle rispettare, le regole stesse diventano uno strumento di prevaricazione.3.      Progetti: proprio per le ragioni sopra addotte e perché la formazione civile diventi l’asse portante dell’attività scolastica il suo insegnamento richiede che si attui nella maniera più ampia possibile un’attività progettuale definita da uno o più consigli di classe e fatta propria dal Collegio dei docenti. Per questa attività vanno assegnati i fondi necessari ai singoli istituti scolastici.4.      Valorizzazione delle esperienze in corso: oltre a ricordare che in molti ordini di scuole già si insegna, in ambito curricolare, la Costituzione della Repubblica, vogliamo sottolineare che in questi anni in moltissime scuole si è svolta un’attività di educazione alla democrazia e alla legalità di alto valore didattico e culturale. Inoltre anche molte associazioni hanno prodotto pubblicazioni, convegni, corsi di formazione, ecc.. È necessario che queste attività non solo vengano rispettate e non soffocate da interventi burocratici, ma anche fatte conoscere. Sarebbe fondamentale istituire un sito di raccolta delle informazioni sulle attività svolte e in svolgimento in modo da realizzare una fondamentale banca - dati a cui tutti possano attingere e mettere in rete e valorizzare le molte esperienze in corso. 5.      Formazione: la formazione degli insegnanti – che può sicuramente prevedere un diverso grado di coinvolgimento di singoli docenti, ma non può essere rivolta solo ad alcuni  trascurando totalmente l’insieme dei docenti di una scuola - a partire da questo anno scolastico deve svolgersi  con l’obiettivo di realizzare queste linee e con i fondi necessari: non è pensabile una seria formazione a costo zero e neppure con costi a carico del Fondo d’Istituto, che vadano a limitare drasticamente altre attività della scuola. Ma non basta insegnare gli articoli della Carta Costituzionale e le normative vigenti nei diversi ambiti dell’agire sociale. L’insegnamento della Costituzione implica  da parte di tutti e in ogni ambito della scuola l’attuazione dei principi costitutivi della cittadinanza:·        Il rispetto della persona, di ogni persona, da parte di ciascuno (art. 2).·        Il principio della solidarietà, che si traduce in effettivo diritto allo studio (art. 2).·        L’uguaglianza dei diritti e dei doveri dei cittadini (art. 3).·        L’ispirazione antifascista della costituzione, che significa libertà di parola, sviluppo del pensiero critico, rifiuto della prevaricazione e dell’autoritarismo. Infatti se la democrazia e la legalità non vengono messe in pratica non vivono e non possono essere trasmesse; se il rispetto delle persone, di tutte le persone, di qualsiasi provenienza, lingua e tradizione, non diventa il valore fondante della cittadinanza, l’educazione civica si rivela solo un arido elenco di norme; se le regole non vengono rispettate in primo luogo da chi ha il dovere di farle rispettare, le regole stesse diventano uno strumento di prevaricazione.  Associazione Saveria Antiochia Omicron - Onlus