Sintesi dell’articolo di Marco Menduni
Il Secolo XIX
14 ottobre 2008
“I tentacoli liguri della ‘ndrangheta”
Nell’operazione del 13 ottobre compiuta dalla squadra mobile di Reggio Calabria contro la ‘ndrina dei Piromalli a Gioia Tauro, che ha portato all’arresto, tra gli altri, oltrechè di due esponenti del clan, zio e nipote, dei sindaci di Gioia Tauro e di Rosarno Giorgio Dal Torrione e Carlo Martelli, sarebbero emersi dei legami con un avvocato civilista genovese, mai indagato. Il referente della n’drina, Aldo Micciche, fuggito in Venezuela, lo raccomandava ad Antonio Piromalli, uno dei padrini della ‘ndrangheta, sostenendo che “Quell’avvocato di Genova è molto disponibile ed ha degli agganci notevoli”. Secondo i fermati, l’avvocato sarebbe in grado di far ottenere l’apertura di una linea di credito di 3 milioni in un istituto genovese. Ma potrebbe aver avuto un ruolo nel tentativo di attenuare il regime di 41 bis al quale è sottoposto il boss Giuseppe Piromalli.I fedelissimi del capo avrebbero tentato di avviare contatti con Marcello Dell’Utri e con i collaboratori dell’ex ministro Mastella. Falliti i contatti con la politica, Miccichè esplose: “Ho bisogno assoluto che tu e Totò (Antonio Piromalli N.d.A.) parliate immediatamente con l’avvocato perché mi deve dare dei consigli… Va a trovarlo a Genova… o dove cazzo sia… parlatene subito perché io devo fare un’altra strada sennò siamo fottuti”.

