Rimini 28 ottobre 2008
- La procura di Rimini rifila un duro colpo alla criminalità organizzata dedita allo spaccio di droga. L’operazione ‘Dominus’ coordinata dai pm riminesi Rimini Marino Cerioni, Luca Bertuzzi, Francesca Zavaglia e Paola Bonetti, è stata condotta dal nucleo operativo della Guardia di Finanza di Rimini che ha denunciato sei persone per trasferimento fraudolento di valori, tra questi anche un presunto affiliato della ‘ndrangheta’.
Nell’abito dell’operazione contro la criminalità mafiosa, i finanzieri hanno provveduto al sequestro dei patrimoni illeciti dei pregiudicati residenti nella provincia di Rimini e dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di 3 appartamenti, 3 garages, 5 autovetture di lusso, 3 motocicli di grossa cilindrata, arredamenti di pregio e denaro contante per un valore commerciale di oltre 1 milione e mezzo di euro. I pusher, infatti, erano soliti investire i proventi dello spaccio nell’acquisto di immobili e beni lussuosi.
Il primo sequestro con immediata confisca è stato effettuato in danno di G.A., 53 anni, rinviato a giudizio per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Il secondo sequestro ha colpito F. V. e D. G., coniugi residenti in Rimini, pregiudicati. F. V. era stato sottoposto alla misura di prevenzione antimafia richiesta dal Procuratore della Repubblica di Rimini, indizi derivanti da un’indagine della Direzione Distrettuale antimafia di Reggio Calabria, facevano presumere la sua appartenenza al cartello dell’ndrangheta della famiglia “Ursini”.
Le indagini hanno rivelato che F. V. aveva fittiziamente intestato alla coniuge ed alla figlia beni per un valore di oltre 1 milione di euro per eludere le norme per contrastare la ricettazione ed il riciclaggio e le misure di prevenzione patrimoniali. I due coniugi sono stati denunciati per trasferimento fraudolento di valori e il gip del Tribunale di Rimini Lucio Ardigò ha emesso provvedimento di sequestro di 3 appartamenti, 3 garages, arredi di pregio (quadri di valore, mobili antichi, arazzi. televisori), 2 auto e due motocicli per un valore totale di oltre un milione di euro.
Il terzo sequestro ha colpito i beni di due pregiudicati albanesi P. E. e C. G., da anni residenti in provincia di Rimini, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno scoperto che i due, sebbene risultassero nullatenenti, erano gli effettivi proprietari di beni mobili di lusso fittiziamente intestati alle coniugi per eludere le disposizioni di legge in materia di riciclaggio. E per sottrarsi ai ‘controlli’ i due avevano acquistato anche un costosissimo apparecchio elettronico in grado di rilevare la presenza di microspie.