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19/11 Clan Iaiunese, processo per mafia

19.11.2008

da La Nazione

19/11/2008

di Salvatore Mannino


“Imponevano un diritto di guardiania ai locali notturni del Valdarno usando metodi tipici della camorra”; questa l’accusa al clan laiunese. Durante il processo urla e insulti volano contro il Pm e il presidente Bilancetti sospende la seduta ordinando la trasmissione degli atti e delle registrazioni alla procura fiorentina

E’ vero che è un’aula bunker, ma non era stata progettata esattamente perchè diventasse il teatro di posa di un Mezzogiorno di Fuoco e nemmeno di una sceneggiata alla Mario Merola come quella che hanno imbastito i fratelli Iaunese al processo per il racket imposto ai night del Valdarno.

Sono accusati di associazione mafiosa i membri del clan di Figline insieme ai loro presunti complici e hanno fatto di tutto per trasformare il loro processo in uno scenario tipico dei giudizi per camorra, nello stile di Gomorra e delle udienze di Napoli o Caserta. Urla, strepiti, svenimenti, presidente costretto a fermare il processo e a chiamare rinforzi di polizia dalla questura. Sono mancati solo gli avvertimenti mafiosi, di quelli di cui ogni tanto si legge nelle cronaca di Gomorra, ma sarebbe stato davvero troppo.

A scatenare il caos la requisitoria del Pm Tommaso Coletta, della direzione distrettuale antimafia di Firenze, anzi, a voler essere esatti, il finale di un intervento durato un’intera mattinata, la parte relativa alle richieste di pena.

 Le prime, nell’aula bunker fiorentina di via dell’Agnolo, dove le udienze sono state trasferite dal Palazzo di giustizia del Garbasso per ragioni di sicurezza, filano via lisce lisce, anche se invocano anni e anni di galera: 11 per Antonio (Tony O’ Zizzillo), Armando (O’ Pazzo) e Carmine Iaiunese e 10 per un altro fratello, Franco. In fondo, stanno nelle attese, anzi i pronostici arrivavano fino a quindici anni di carcere. I guai arrivano con le pene per altri due fratelli, Domenico, detto Mimmo O’ prosciutto, e Amedeo. Nell’immaginario del clan sono i ‘buoni’. E invece il Pm Coletta ci va ancora con la mano pesante: 8 anni per ciascuno. Quanto basta a innescare l’inferno.

Dalla gabbia si sporge Tony O’ Zizzillo, che urla al magistrato: “Pazzo”. E dal pubblico dei parenti, tra i quali c’è anche una sorella degli Iaiunese, si leva un grido: “Mafioso”. La mamma dei fratelli cade a terra, svenuta, il fracasso e la rabbia dentro le gabbie sono come un mare in tempesta. La situazione è ormai ingovernabile e infatti il presidente del tribunale, Mauro Bilancetti, non prova neppure a governarla. Sospende il dibattimento e lascia l’aula insieme ai due giudici, Gianni Fruganti e Mauro Borraccia. Tocca alla polizia e ai carabinieri, costretti anche a chiamare rinforzi, ma ci vogliono parecchie decine di minuti per riportare una parvenza d’ordine.

I magistrati possono rientrare e lo fanno col pugno di ferro. Bilancetti dispone la trasmissione degli atti alla procura, accompagnati dalle registrazioni che serviranno a dare un nome ai protagonisti della gazzarra, che siano imputati o parenti confusi nella folla dei parenti che fa da pubblico in aula. Per quattro degli Iaiunese sotto accusa, Antonio, Armand, Carmine e Amedeo, i più violenti nella protesta dalle gabbie, scatta l’allontanamento per il resto del processo. Non potranno assistere alle prossime udienze, quelle nel corso delle quali i loro avvocati cercheranno in arringa di sottrarli alla condanna.

Per la cronaca, il Pm Coletta chiude la sua requisitoria chiedendo sette anni e undici mesi per Elvis Veneziani, cinque anni e otto mesi per Alessandro Antonelli, nipote degli Iaiunese, cinque anni e tre mesi per Alessandro Greco Borgognoni, ex marito di Beatrice Bocci, cinque anni e due mesi per il maresciallo dei carabinieri Marco Consolati, e cinque per Tiziano Fantoni. Nel pomeriggio tocca a Niki Rappuoli, avvocato di parte civile, reclamare un milione e mezzo di risarcimenti a nome dei locali notturni. Si torna in aula stamani con le prime arringhe della difesa, che andranno avanti fino al 27, ma l’impressione è che la gazzarra non abbia certo giovato ai fratelli terribili di Figline.

 

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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