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19/11 Mafia del Brenta, chiesto un risarcimento di 8 milioni Ma per le parti offese l’indennizzo resterà un miraggio

21.11.2008


 Processo alla Mafia del Brenta, le parti civili chiedono 8 milioni e 500 mila euro di risarcimento. Richiesta che difficilmente si potrà tradurre in pratica visto che ai malavitosi quanto era da sequestrare è stato preso e che a Felice Maniero non può essere più tolto nulla considerato che nel processo in corso nell’aula bunker di Mestre non è imputato. Gli altri risultano nullatenenti. L’unico a cui ancora gli investigatori stanno cercando dei beni è Silvano Maritan. Cercano case del boss sandonatese anche se lui, prima di finire nuovamente in carcere, viveva in abitazioni intestate ad altri e viaggiava con auto di parenti e amici. È una richiesta praticamente simbolica quella fatta ieri in aula bunker durante il processo «Rialto». A farla è stata la Provincia di Venezia, che ha chiesto 500 mila euro per il danno d’immagine. È l’unico ente che ha avuto coraggio: nessun dei Comuni della Riviera o del Piovese, diventati famosi per le imprese di Maniero e soci, ha chiesto i danni. Poi ci sono i privati, ad iniziare da Donato Agnoletto, titolare di un’agenzia di security di Marghera che, in un tentativo di rapina, venne gravemente ferito: ha chiesto 5 milioni di euro. Agnoletto venne prelevato dalla sua abitazione di Mestre, in via Poerio, da un gruppo di fedelissimi di Maniero vestiti da finanzieri che gli mostrarono un falso decreto di perquisizione della sede dell’agenzia, firmato dal sostituto Francesco Saverio Pavone. Quelle divise da finanzieri sono state poi ritrovate nel 2007 nell’indagine della Procura di Milano sulle nuove Br. La moglie e la figlia di Agnoletto, che furono temporaneamente sequestrate, hanno chiesto un milione e 400 mila euro. C’è poi Bruno Buttiglioni, titolare di un’immobiliare, che ha chiesto quasi 2 milioni di euro come risarcimento per una truffa subita da parte di alcuni uomini della banda di Felice Maniero. Da lui gli uomini della banda acquistarono un palazzo con sei appartamenti e un bar del valore di oltre 2 miliardi di lire e a lui consegnarono solo 400 milioni di lire.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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