18.02.2009
Trentino — 18 febbraio 2009
  TRENTO. Rapporti pericolosi con Cosa Nostra di Mazara del Vallo, corruzione, finanziamento illecito ai politici. Sullo sfondo anche l’ombra del superlatitante mafioso Matteo Messina Denaro. E’ una montagna di accuse quella che ha investito Luigi (ma per tutti è sempre stato Gino) Franzinelli, 65 anni, ex segretario generale della Cgil del Trentino, ex segretario organizzativo del Patt e oggi imprenditore nel campo delle energie alternative.  Franzinelli, originario di Molina di Ledro ma da anni residente a Trento, è stato arrestato, con altre sette persone, al termine di un’inchiesta della procura di Trapani sulla realizzazione di un parco eolico nel comune siciliano. L’ordine di cattura è stato eseguito due giorni fa dalla squadra mobile di Trento negli uffici della questura di viale Verona.  Tutto inizia nel 2003, quando Franzinelli e Antonio Aquara, 51 anni, salernitano – soci nella società Sud Wind, azienda che si occupa di energia eolica – presentano un progetto per la realizzazione di un parco eolico a Mazara del Vallo, in contrada Aquilotta. Con la Sud Wind, anche la Enerpro presenta un analogo progetto.  E’ in questo momento che – secondo la procura trapanese – interviene Melchiorre Saladino, 61 anni, imprenditore ritenuto vicino al latitante Matteo Messina Denaro. Già anni prima Saladino avrebbe ottenuto il via libera dalla famiglia mafiosa mazarese per la realizzazione di un parco eolico sul «proprio» territorio. Saldino avrebbe ricevuto da Cosa Nostra il compito di gestire la «torta» tessendo rapporti con i referenti politici e tecnici del Comune e con gli imprenditori. Saladino – è questo il quadro ricostruito dall’accusa – avrebbe quindi individuato nella Sud Wind la società ideale per garantire il pagamento di mazzette a tutte le parti interessate: mafiosi, politici e tecnici. La decisione di «investire» sulla società di Franzinelli sarebbe stata presa durante un summit mafioso presso l’impianto Calcestruzzi Mazara Spa.  E’ in questo contesto che si inserisce il ruolo di Vito Martino, 42 anni, già assessore e consigliere comunale a Mazara del Vallo sotto la bandiera di Forza Italia. Martino e Saladino sarebbe stati i registi del patto corruttivo stipulato con Franzinelli ed Aquara. Quest’ultimi, in cambio dell’appoggio al progetto della Sud Wind, avrebbero garantito il pagamento di 150 mila euro: 75 mila al momento della stipula della convenzione con il Comune. La seconda trance è stata invece saldata più tarda, in parte con il «regalo» di una Mercedes C 220 da 36 mila euro a Martino (l’auto è stata intestata da Franzinelli alla Trelettra, società della quale è stato presidente del consiglio d’amministrazione). Secondo gli inquirenti, che hanno operato soprattutto con intercettazioni telefoniche e ambientali, Franzinelli era consapevole del fatto che le mazzette erano destinate anche ai mafiosi. Lo dimostrerebbero i suoi rapporti diretti con Antonino Cuttone, 73 anni, imprenditore, socio della Calcestruzzi Mazara e vicinissimo alla locale famiglia mafiosa. Cuttone voleva essere certo che la consistente fornitura di cemento per la realizzazione del parco eolico passasse per la sua azienda.  Cosa Nostra inizia a muovere le sue pedine per favorire la Sud Wind. Saladino riesce a procurarsi, facendolo prelevare dagli uffici comunali, il progetto della Enerpro, la concorrente della Sud Wind. In questo modo Franzinelli e Aquara avrebbero avuto la possibilità di correggere e migliorare la propria proposta. In un secondo momento Martino «suggerisce» ai soci della Sud Wind di cambiare la proposta di convenzione con il Comune (non ancora protocollata), sostituendo la Giunta comunale (di cui Martino fa parte e che può quindi influenzare) con il consiglio comunale come organo preposto alla stipula del contratto.  L’ultima mossa, quella decisiva, mette in moto Baldassare Campana, 60 anni, responsabile dello Sportello unico attività produttive. E’ lui a seguire l’iter del progetto per il campo eolico. Sarebbe stato lui a non inserire nel fascicolo il progetto corretto della Enerpro, così come richiesto dal Comune. Ed è così che, a quel punto, l’unica società con le carte a posto è risultata la Sud Wind.  Nel 2006 l’ultimo episodio contestato a Franzinelli. Secondo l’accusa l’imprenditore trentino avrebbe fatto da tramite per favorire un finanziamento illecito di 30 mila euro a Vito Martino, all’epoca impegnato nella campagna elettorale per le regionali. A pagare sarebbe stato Josef Gostner, rappresentante della Fri-El Green Spa di Bolzano, azienda di energia alternativa interessata – così sostengono gli inquirenti – a partecipare all’affare del campo eolico a Mazara del Vallo.
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