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21/4 Duro Colpo alla Cosca Arena, da Catanzaro alla Romagna.

21.04.2009

 Le indagini della Dda di Catanzaro sono partite dall’omicidio cruento del boss Carmine Aarena (2004) che scatenò la guerra tra l’ominima cosca e quella dei Nicoscia. la Dda ha anche svelato i possedimenti e le attività di riciclaggio che il clan Arena svolgeva in Emilia Romagna, un giro di polize assicurative e proprietà immobiliari concentrate soprattutto nel modenese,  Maranello e Sassuolo le cittadine più infiltrate.


‘NDRANGHETA:OPERAZIONE ROS,ARRESTI PER OMICIDI NEL CROTONESE
  

(ANSA) – CATANZARO, 21 APR -

 Un’operazione dei carabinieri e’
in corso in Calabria ed Emilia Romagna per l’esecuzione di una
ventina di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse su
richiesta della Dda di Catanzaro, per associazione mafiosa,
omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di armi, estorsioni e
riciclaggio.
   Al centro delle indagini, condotte dal Ros dei carabinieri,
la cruenta guerra di mafia che negli ultimi anni ha visto
contrapposte le cosche della provincia di Crotone e culminata
nell’agguato a Carmine Arena, considerato un boss dagli
investigatori, portato a termine con un bazooka nell’ottobre
2004. (ANSA).

     ‘NDRANGHETA: OPERAZIONE ROS; SEQUESTRO BENI PER 30 MLN
   (ANSA) – CATANZARO, 21 APR –

Beni per un valore di oltre 30
milioni di euro, tra cui alberghi di lusso e complessi
industriali nel crotonese, sono in corso di sequestro da parte
del Ros dei carabinieri nell’ambito dell’operazione contro le
cosche del crotonese.
   Le indagini, coordinate dalla Dda di Catanzaro, secondo
quanto si e’ appreso, avrebbero permesso anche di documentare la
diffusa attivita’ estorsiva della ‘ndrangheta crotonese nei
confronti di commercianti ed imprenditori locali, nonche’ la
riscossione di forti tangenti da rinomati villaggi turistici del
litorale ionico. (ANSA).

    
‘NDRANGHETA: IN EMILIA AFFARI E IMPRESE, 16 ARRESTI

(RIEPILOGO)
   (ANSA) – CATANZARO, 21 APR – Portano dritte in Emilia
Romagna, dove potrebbero avere anche a breve nuovi sviluppi, le
indagini dai carabinieri del Ros che la scorsa notte hanno
portato all’arresto di 16 persone presunte affiliate alla cosca
Arena di Isola Capo Rizzuto.
   L’operazione, denominata Ghibli, assume significato, come e’
stato sottolineato dal procuratore nazionale aggiunto antimafia,
Emilio Ledonne, perche’ ha consentito di colpire il patrimonio
della cosca Arena, con il sequestro di beni per un valore di
oltre trenta milioni di euro. ”Un risultato – ha detto Ledonne
- che serve a reprimere direttamente quell’economia illegale che
tanto danneggia gli imprenditori che vogliono svolgere il loro
lavoro onestamente”.
   Ad Isola Capo Rizzuto sono stati sequestrati, in particolare,
due alberghi ristoranti; tre imprese individuali; le quote
societarie di alcune lavanderie industriali, un complesso
immobiliare e 42 tra automobili, moto e mezzi industriali ed
agricoli, oltre ad un centinaio tra polizze assicurative e conti
correnti bancari in Calabria ed in Emilia, in particolare a
Maranello e Sassuolo, in provincia di Modena.
   Le indagini, dirette dalla Dda di Catanzaro, sono partite
dall’omicidio del boss Carmine Arena, ucciso nell’ottobre del
2004 mentre viaggiava a bordo della sua auto blindata insieme al
nipote Giuseppe, che resto’ ferito. Per uccidere Arena gli
assassini utilizzarono un bazooka. L’uccisione di Carmine Arena
provoco’ la reazione immediata della cosca Arena. Poco meno di
due mesi dopo, l’11 dicembre, venne assassinato Pasquale
Nicoscia, di 44 anni, affiliato alla cosca rivale di quella
degli Arena. Per l’assassinio di Nicoscia e’ accusato adesso
Fabrizio Arena, figlio di Carmine, che e’ una delle tre persone
che sono sfuggite all’arresto. Nella casa di Fabrizio Arena, un
bunker inaccessibile e super protetto in cui viveva anche il
padre, sono state sequestrate cinque automobili blindate.
   Le strategie criminali della cosca Arena non si sarebbero
limitate al solo territorio di Isola Capo Rizzuto. Nella stessa
logica, infatti, si inseribbe il tentato omicidio a Catanzaro,
il 4 aprile del 2005, di Domenico Bevilacqua, capo della
criminalita’ nomade di Catanzaro, punito perche’ avrebbe tentato
di costituire un gruppo autonomo.
   Dalle indagini e’ emersa anche l’attivita’ estorsiva svolta
dalla cosca Arena in tutta la provincia di Crotone. Un’attivita’
che avrebbe preso di mira le decine di villaggi turistici che
sorgono lungo la costa. Alcune strutture, come l’Hotel Corsaro,
sarebbe stato gestito direttamente dal gruppo criminale
attraverso uno degli arrestati, Domenico Tolone. Gli Arena
sarebbero anche riusciti ad ottenere, con i fondi della 488, un
finanziamento di 750 mila euro per ristrutturare l’albergo ed il
ristorante annesso.

    ’NDRANGHETA: ARRESTI ROS; IN EMILIA ROMAGNA GESTIONE IMPRESE
   (ANSA) – CATANZARO, 21 APR –

Le cosche del crotonese
coinvolte nell’operazione Ghibli, eseguita la scorsa notte dai
carabinieri del Ros, gestivano attivita’ imprenditoriali in una
vasta zona dell’Emilia Romagna, con una forte penetrazione nel
tessuto economico della regione.
   Si tratta di un filone investigativo che, secondo quanto
riferito dagli inquirenti, e’ stato stralciato dal troncone
principale dell’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro e
sara’ oggetto di ulteriori approfondimenti.
   L’operazione trae origine da una richiesta di emissione di
misure cautelari fatta dalla Dda al gip il 5 aprile del 2007 e
integrata con un’ulteriore richiesta risalente allo scorso mese
di febbraio. Le ordinanze di custodia cautelare eseguite, al
momento, sono 16 rispetto alle 20 emesse dal gip distrettuale.
   Le indagini hanno portato, tra l’altro, alla scoperta dei
responsabili dell’omicidio di Pasquale Nicoscia, di 44 anni,
sorvegliato speciale, ucciso ad Isola Capo Rizzuto (Crotone)
l’11 dicembre del 2004.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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