L’Operazione partita dalla procura di Varese rileva movimenti di capitali sospetti, probabilmente legati alle attività della “locale di Legnano Lonate Pozzolo”  affiliata alla ’ndrina Farao Manricola.


da il cittadino - basso lodigiano - 28/4/2009

BERTONICO. Nel maggio 2008 la dire zione di strettuale antimafia aveva già sequestrato due milioni di euro, tra contanti e partecipazioni in società, al 46enne Daniele D.A., arrestato mercoledì notte dai carabinieri di Codogno e di Varese nella casa di Bertonico che divideva da circa due anni con una lodigiana. Ieri presso il carcere di via Cagnola il gip lodigiano ha tenuto l’interrogatorio di garanzia del fermo, disposto dalla Dda nell’ambito dell’esecuzione di misure cautelari a carico di 39 persone. L’accusa a carico dell’uomo, di origini calabresi, riguarda la provenienza ritenuta sospetta di capitali che venivano da lui, come da altri, impegnati in attività imprenditoriali. Soprattutto nel settore delle costruzioni e a cavallo tra le province di Varese, da cui è partita l’operazione coordinata dal procuratore antimafia di Milano Manlio Minale, e di  Novara, ma non nel Lodigiano. Nell’impianto accusatorio a carico di imprenditori coinvolti nell’operazione figura anche l’ipotesi della creazione di fatture false per iscrivere nei bilanci uscite che in realtà non c’erano, mentre la Dda ipotizza che il denaro che alimentava le aziende riconducibili al 46enne provenisse da attività di estorsione, usura, rapine e prostituzione.  all’interrogatorio ha partecipato un difensore di fiducia, Francesco Ettore di Milano, che preferisce non rilasciare ichiarazioni. L’operazione che ha portato in carcere, come indagato, il calabrese cresciuto a Milano e trapiantato a  Bertonico configura l’esistenza di un’associazione criminale denominata “Locale di Legnano Lonate Pozzolo”, riconducibile alla ‘ndrangheta e affiliata alla costa FaraoMarincola.