Vito Zincani, procuratore capo di Modena annuncia la creazione di un pool antimafia atto a contrastare la presenza ormai diffusa di tutte e quattro le criminalità organizzate sul territorio modenese.
da La Gazzetta di Modena 28/4/2009 di Claudia Benatti
Un nucleo specializzato di inquirenti che lavorerà sulla criminalit€ organizzata, affiancato da altri tre gruppi, con grado di specializzazione altrettanto elevato, che lavoreranno su reati omogenei, suddivisi per aree: la tutela dei soggetti deboli, i reati economico-finanziari e i reati in materia di lavoro. E’ questa la “rivoluzione” che il procuratore capo Vito Zincani ha preparato e si appresta a mettere in pratica a Modena. «La Procura, in questo modo - spiega il dottor Zincani - vuole dare una risposta organizzativa a questi tipi di reato. Per quanto riguarda la criminalità organizzata, la competenza della direzione distrettuale antimafia scatta quando il delitto già, in maniera evidente, riconducibile alle cosche e questo accade nell’1% dei casi circa, quindi in un numero ridotti di casi. Ci sono invece moltissimi reati per i quali non scatta la competenza della Dda, ma che, per il modo in cui si manifestano, sono sintomatici del modo in cui operano le cosche. Si considerino, per esempio, gli incendi nei cantieri, i rinvenimenti di depositi di armi, particolari tipi di furti: sono sintomi di qualcosa di pi. che potrebbe esserci dietro e in questi casi la Procura deve essere in grado di agire prontamente. Per questo sto organizzando un nucleo specializzato proprio per affrontare queste tematiche, che dedichi particolare attenzione ad elaborare protocolli di indagine e una stretta collaborazione tra forze dell’ordine. Oltre a contare sulle risorse già disponibili in Procura, verranno creati raccordi permanenti anche con soggetti istituzionali ed enti territoriali. In questo modo si potranno strandardizzare tempi e metodi, abbandonando la logica artigianale per affinare procedure di indagine più veloci e sicure. Anche per quanto riguarda le altre aree omogenee di indagine, si attiveranno e verranno sottoscritti protocolli con altri soggetti che sul territorio si sono specializzati. Alcuni sono già stati siglati in materia di tutela di minori e soggetti deboli e altri arriveranno. Questo necessario in quanto la Procura interviene soltanto quando c’è una notizia criminis, cioè quando il reato è già stato consumato, mentre se i fenomeni vengono osservati in maniera pi. ampia, si possono attivare altri servizi in grado di offrire intervento e assistenza sia in termini di prevenzione che di sostegno successivo. Il discorso è quanto mai valido anche per il crimine organizzato: non si deve dunque attendere che il fenomeno si è già radicato nel territorio, c’è molto che si può fare prima». Il dottor Vito Zincani ha già approntato il progetto, «che ora attende l’autorizzazione ufficiale» spiega. Poi si partirà e nel volgere di un tempo breve «si potranno già apprezzare i primi significativi risultati».