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13/5 Una vittima della camorra a Mairago nel Lodigiano

13.05.2009

I proventi del traffico di droga di molti clan della camorra venivano riciclati in Toscana, questo è quanto si evince dall’operazione della procura di Firenze denominata “Botero”. Si evidenziano oltre che beni mobili e immobili per 10 ml di euro anche un giro di usura che si estende nelle regioni vicine e mette in ginocchio l’imprenditoria.


Da Il Cittadino – Centro Lodigiano - 13 maggio 2009  

Mairago: C’è anche un uomo di Mairago tra le vittime, in tutto una decina, di un giro di usura organizzato da personaggi che la Direzione distrettuale antimafia di Firenze  ritiene vicini alla camorra, in particolare il clan Mazzarella, con il coinvolgimento di un esponente del clan dei Casalesi. Proprio indagando per l’operazione “Botero”, che ha portato in carcere otto persone con il sequestro di beni mobili e immobili per 10 milioni di euro, ieri mattina i militari del Gico di Firenze e dei reparti territoriali della guardia di finanza hanno bussato a un’anonima villetta diMairago alla ricerca di documenti utili per provare al giudice che questo uomo residente nel Lodigiano, non indagato ma vittima, fosse pressato da richieste di denaro per restituire una somma chiesta tempo fa in prestito e cresciuta di mese in mese. La procura fiorentina ritiene infatti che l’organizzazione praticasse tassi d’interesse dal 39 al 456 per cento annui. Ufficialmente non sarebbe stato sequestrato nulla ma l’obiettivo era raccogliere prove per togliere al potenziale testimone la tentazione di cambiare versione o negare l’evidenza quando verrà chiamato in aula, di fronte alle gabbie con noti pregiudicati. Che il lodigiano, del quale non vengono fornite le generalità, potesse essere vittima del giro di usura era emerso nel corso di intercettazioni, mentre non è chiaro se fosse arrivato a ottenere, inconsapevolmente, un finanziamento dalla camorra rivolgendosi a una finanziaria o semplicemente attraverso amici comuni. Gli inquirenti si limitano a escludere che si tratti di una persona particolarmente facoltosa. L’operazione, nata da un’indagine del pm Ettore Squillace Greco della Dda di Firenze, era nata da riscontri della Finanza sull’improvviso arricchimento di una società di Prato, la Rosa Immobiliare, che gli inquirenti riconducono a Mario Papale, 36 anni, e Rosa Iacomino, di 37 anni, entrambi di Ercolano, e al lucchese Alberto Tradii, 37 anni: solo nel novembre del 2005 sui conti della ditta era stato versato un milione di euro in contanti. Di questa vicenda avevano parlato anche alcuni “pentiti” e si è quindi arrivati agli arresti di ieri, ritenendo che il milione arrivasse dal traffico di droga, reato contestato a due ricercati napoletani ritenuti affiliati al clan Mazzarella, per il tramite dell’ingegnere 51enne Salvatore Coppola di San Giovanni a Teduccio. Da qui il Gico della Gdf provinciale di Firenze è arrivato a focalizzare il possibile giro d’usura, con la vittima lodigiana, contestando il reato specifico ma anche l’abusiva attività finanziaria al 64enne Michele Iacomino, al 60enne Antonio Iacomino e al 37enne Giuseppe Zeno, con il sospetto di un coinvolgimento anche di Salvatore Orabona, 37 anni di Trentola Ducenta (Caserta), ritenuto affiliato ai “Casalesi” e coinvolto in un traffico internazionale di auto rubate di grossa cilindrata. Complessivamente blitz e indagini hanno impegnato 150 militari della Finanza tra le  province di Napoli, Salerno, Caserta, Prato, Lucca, Milano, Monza e Lodi, con il sequestro di quattro società, 25 immobili e sette veicoli.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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