Carmine Minucci, uno degli esponenti di spicco del clan di Lauro è stato arrestato a casalgrande. ha partecipato alla faida dei primi ’90 per il dominio del comune di Mugnano.
19 maggio 2009 -Â la Gazzetta di Reggio, di Marco Martignoni
Casalgrande – Da circa un anno era nascosto a Casalgrande. Nessuno lo sapeva, nessuno, negli ambienti investigativi reggiani, aveva immaginano che l’esponente di un potente clan camorristico potesse aver trovato rifugio nel comprensorio ceramico. E invece Carmine Minucci, 48 anni, era proprio a Casalgrande insieme alla moglie e al figlio, arrivato nella nostra provincia per seguire il fratello (risultato completamente estraneo all’indagine) e, probabilmente, sfuggire alla sua imminente cattura. Ad incastrarlo sono stati gli uomini della Mobile che domenica mattina, in collaborazione con i colleghi della questura di Napoli, si sono presentati nell’abitazione del ricercato. Minucci è stato arrestato su ordine della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano. Secondo i magistrati partenopei, il 48enne sarebbe un esponente di spicco del clan camorristico Di Lauro coinvolto in una faida all’inizio degli anni Novanta. Minucci dovrà difendersi dall’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata all’organizzazione e l’esecuzione di omicidi. Tra il 1991 e il 1993, secondo le accuse formulate dalla Dda di Napoli, Minucci avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco che aveva insanguinato il comune di Mugnano, in provincia di Napoli. Il clan Di Lauro infatti sosteneva, per il dominio di quella zona, la «candidatura» di Gennaro Di Girolamo, contrapposto ad Antonio Ruocco. Una guerra tra clan terribile, nella quale i morti ammazzati in strada venivano poi bruciati per rendere ancora più incisivo il messaggio inviato ai rivali. Sempre ieri all’alba, in contemporanea alla stessa operazione condotta a Casalgrande, i poliziotti di Napoli hanno intercettato a Marbella, in Spagna, uno dei capi del clan Di Lauro: Raffaele Amato. Il boss, da dieci anni latitante, è stato sorpreso nella penisola iberica dopo anni di ricerca. Sia Minucci sia Amato non hanno opposto resistenza e si sono consegnati ai poliziotti che li hanno scovati.

