Nell´ordinanza che inchioda i 17 arrestati, e fotografa le collusioni di 48 indagati, c´è la capillare penetrazione delle cosche nel tessuto economico milanese; il racconto di un potere mafioso che non sente di doversi fermare davanti a nulla; la storia di imprenditori che sembrano opporsi, poi vacillano, infine cedono
La Repubblica – 3 novembre 2009
L´8 gennaio scorso C. P. e G. S. parlano al telefono: «Ad Assago avevano fatto la festa a qualcuno». Parlano dell´impresa Cerullo, “a cui erano stati bruciati alcuni mezzi - si legge nell´ordinanza - ricollegando l´evento al fatto che il titolare non aveva più intenzione di far lavorare i Barbaro”. Va peggio ai titolari di un´agenzia immobiliare di Cesano Boscone: “La notte tra il 6 e il 7 maggio 2008, persone rimaste ignote, dapprima a Cusago, subito dopo a Cesano Boscone, esplodevano ben 7 colpi di pistola. (…) Due attingevano la camera da letto matrimoniale. (…) Tra i due episodi, riconducibili alla stessa mano, non erano intercorsi più di 15 minuti”. «L´hanno avvertito al lavoro e l´hanno avvertito nella finestra della camera dove dormiva, l´hanno avvertito da tutte le parti… lui sa cos´ha fatto» intercettano gli investigatori. «Come negli anni ‘90». Antonio Didonè è succeduto al padre alla guida della Didonè srl: «Svolgo questa attività da 35 anni. Lavorando nel movimento terra ho subito danni ai cantieri, ma tranne l´episodio che riferisco, le vicende risalgono agli anni ´90. (…) Solo nel dicembre 2007 ho subito un altro grave danneggiamento: nel cantiere di via Leti, a Milano, diedero fuoco a un escavatore. I lavori di sbancamento e trasporto macerie dovevano essere affidati ai calabresi. Lo feci e non ebbi più problemi». [la Kreiamo spa] Scrive il gip: “Di origine familiare geograficamente comune a quella dei Barbaro-Papalia è ben più di un imprenditore che subisce le pressioni degli ambienti criminali (…). Si sforza di entrare nelle grazie dei Barbaro, con i quali ambisce a costruire una relazione chiaramente preferenziale e di reciproca fiducia”. E continua: “Si presta a occultare le partecipazioni dei Barbaro nella Immobiliare Buccinasco” e “ricorre più volte all´autorevolezza mafiosa e capacità di intimidazione della famiglia Barbaro-Papalia”.Madaffari risponde al telefono al socio Alfredo Iorio: «È stato bello perché mi sono affiatato un pochino di più a piripicchio (Salvatore Barbaro) perché più difficile di Rosario, Salvatore. (…) Però ci sto entrando, piano piano. D´altra parte a far crescere l´albero è necessario il concime. Mi ha fatto capire il metodo». Poi, ancora, a Rosario Barbaro: «Siamo una squadra. L´obiettivo è di portare a casa più soldi possibili». [droga e armi] Non c´è solo il business degli appalti ma anche quello della droga. «Tutta la droga di Corsico è di Mazzone Franco» dice Paolo Salvaggio, arrestato per traffico di droga. «La Lancia Lybra era una vera armeria», scrivono gli investigatori, dopo il sequestro dell´auto in un box ad Assago. I carabinieri trovano anche munizioni, sette candelotti di dinamite, caricatori di kalashnikov il 29 settembre 2008, vicino al cantiere della ferrovia Milano - Mortara.