7 Febbario, Repubblica Dopo 13 anni di attività e l’ennesima intimidazione — con l’incendio di un furgone della sua azienda di fiori a Caronno Pertusella — il presidente di Sos racket e usura ha deciso di mollare. “Non è paura della criminalità organizzata — dice — ma una resa per il silenzio da parte delle nostre istituzioni”.La sua ultima battaglia è stata contro il racket delle occupazioni abusive in via Padre Luigi Monti, una denuncia che ha portato negli scorsi mesi a squarciare il velo sul controllo della criminalità organizzata di interi quartieri della periferia. Ma ora, dopo 13 anni di attività, dopo l’ennesima intimidazione — con l’incendio di un furgone della sua azienda di fiori a Caronno Pertusella — Frediano Manzi, presidente di “Sos racket e usura” ha deciso di mollare. «Non è paura della criminalità organizzata — dice — ma una resa per il silenzio delle istituzioni: a parole sono per la sicurezza e la lotta alla mafia, poi lasciano sola una delle due associazioni antiracket di tutta la Lombardia. Abbiamo chiesto invano una sede sicura».E’ stato il terzo attentato contro Manzi negli ultimi tre mesi. Prima la raffica di proiettili contro il chiosco a Parabiago, poi la bomba carta al negozio di Nerviano, oltre a decine di telefonate minatorie. Dice il presidente di “Sos racket e usura” che «tutto è cambiato quando dalle denunce sulla criminalità organizza siamo passati a parlare delle responsabilità politiche. Abbiamo creato imbarazzo, evidenziando l’inerzia di un’intera classe politica che in città ha tollerato e lasciato crescere quartieri ghetto». Proprio grazie alle denunce di Manzi, polizia e magistratura iniziarono a indagare sul racket degli alloggi abusivi, furono arrestate Giovanna Pesco, detta “la signora Gabetti” e altre persone accusate di associazione per delinquere finalizzata all’o ccupazione abusiva di appartamenti, alcuni dell’Aler, in via Padre Luigi Monti, a Niguarda. VIDEO Il racket delle case popolari «Da allora — dice ancora Manzi — si sono completamente interrotti i rapporti con la Regione mentre il sindaco Moratti non ha mai detto una parola e il vicesindaco De Corato ci ha delegittimato in pieno. Siamo stati lasciati soli». «Che il Comune abbia fatto il proprio dovere lo dicono i fatti — replica il vicesindaco Riccardo De Corato — Il Comune ha presentato 96 denunce per occupazioni abusive per le vie Monti, Ciriè, Largo Rapallo e Val Daone».Di «sconfitta delle istituzioni» parla il consigliere provinciale pd Roberto Caputo, mentre per Pierfrancesco Majorino denuncia «la resa di “Sos racket e usura” conferma che di fronte all’attivismo delle mafie non esiste un sufficiente impegno delle istituzioni. La loro presenza costituisce una vera e propria emergenza in una città». Con il suo scioglimento l’associazione antiracket comunica anche la cancellazione del presidio per la legalità organizzato per sabato prossimo in via Ciriè. Sandro De Riccardis
omicron archivio
- febbraio 2012 (22)
- gennaio 2012 (75)
- dicembre 2011 (108)
- novembre 2011 (162)
- ottobre 2011 (146)
- settembre 2011 (94)
- agosto 2011 (40)
- luglio 2011 (111)
- giugno 2011 (186)
- maggio 2011 (102)
- aprile 2011 (139)
- marzo 2011 (212)
- febbraio 2011 (118)
- gennaio 2011 (138)
- dicembre 2010 (156)
- novembre 2010 (187)
- ottobre 2010 (87)
- settembre 2010 (81)
- agosto 2010 (38)
- luglio 2010 (122)
- giugno 2010 (34)
- maggio 2010 (30)
- aprile 2010 (16)
- marzo 2010 (43)
- febbraio 2010 (61)
- gennaio 2010 (20)
- dicembre 2009 (5)
- novembre 2009 (9)
- ottobre 2009 (9)
- settembre 2009 (8)
- luglio 2009 (2)
- giugno 2009 (6)
- maggio 2009 (17)
- aprile 2009 (15)
- marzo 2009 (14)
- febbraio 2009 (6)
- gennaio 2009 (6)
- dicembre 2008 (7)
- novembre 2008 (10)
- ottobre 2008 (14)
- settembre 2008 (13)
- agosto 2008 (2)
- luglio 2008 (8)
- giugno 2008 (19)
- maggio 2008 (7)
- aprile 2008 (9)
- marzo 2008 (37)
- febbraio 2008 (4)
- gennaio 2008 (6)
- agosto 2007 (1)
- febbraio 2007 (1)
- dicembre 2006 (1)
- marzo 2005 (3)
- gennaio 2005 (1)
- gennaio 2004 (1)

