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Imprese venete “Infiltrazioni mafiose nelle aziende”

21.02.2010

20 Febbraio 2010, Il mattino di Padova   Lancia l’allarme il ministro leghista Luca Zaia, candidato governatore del centrodestra, per il quale “ci sono elementi di forte preoccupazione”. Conferma il presidente di Confindustria, Andrea Tomat. Replica Giuseppe Bortolussi, candidato governatore del centrosinistra: “Il rischio vero è la chiusura delle piccole imprese”Speriamo che non si giochi a chi la spara più grossa. In campagna elettorale il dubbio è lecito, ma il calibro dei protagonisti non consente minimizzazioni: da Milano il ministro Luca Zaia denuncia rischi di infiltrazione mafiosa nei pacchetti azionari delle aziende. E dal Veneto il presidente degli industriali Andrea Tomat ammette che la preoccupazione è fondata e il rischio si deve ritenere aumentato per «l’eccezionale situazione in cui versa l’economia». Solo Giuseppe Bortolussi, candidato del Pd, prende il largo: «Il rischio vero non è la scalata alle grandi aziende, ma la chiusura delle piccole».Ma una conferma arriva anche dai piccoli imprenditori: Mario Pozza, presidente di Confartigianato della Marca, ricorda di aver già denunciato nella scorsa primavera, dunque ben prima della campagna elettorale per le regionali, alcuni «casi sospetti». Non una denuncia ma un esposto alla Guardia di Fiananza. Per infiltrazioni mafiose avvenute non acquistando pacchetti societari ma rilevando, soldi alla mano, la contabilità di piccole aziende in difficoltà.«Ci sono elementi di forte preoccupazione che da tempo inquietano il nostro territorio – dice Zaia – e che denunciano l’i nteressamento che alcune organizzazioni criminali potrebbero avere anche per l’economia della nostra regione. Come è noto, già nel passato, attraverso lo sciagurato istituto del soggiorno obbligato avevamo assistito a una vera e propria colonizzazione criminale che, anche grazie al lavoro della Lega, venne prima rintuzzata e poi sconfitta. Temo che in questi mesi si stiano ripresentando condizioni che potrebbero favorire una nuova infiltrazione nel tessuto economico del Veneto».Secondo Zaia, la molla di questi «interventi» è la difficoltà delle aziende di accedere al credito, che potrebbe essere sfruttata da «organizzazioni pericolose in grado di tentare la scalata ai pacchetti azionari e dunque al controllo di alcune imprese venete». Il ministro parla di meccanismi di intervento molto sofisticati: finanziarie e fondi internazionali. Vai a controllare che c’è dietro. «Qualche tempo fa – ricorda Zaia – lo stesso procuratore di Verona ha lanciato un grido di allarme di cui, credo, oggi occorre tener conto».«Le preoccupazioni del ministro Zaia sono senza dubbio condivisibili – commenta Andrea Tomat -. Il sistema economico veneto nel suo complesso resta assolutamente sano. Ma proprio per questo il mantenimento della sicurezza di chi intraprende deve essere una priorità per il prossimo governatore del Veneto. Il confronto deve coinvolgere anche mondo bancario e finanziario: le modalità attraverso cui la criminalità potrebbe infiltrarsi nelle aziende sono causate dall’eccezionale situazione dell’economia».

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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