22 Febbraio, Il Giornale di Gela Il Gico della Guardia di Finanza di Caltanissetta ha sgominato una banda che aveva collegamenti anche in Belgio dedita ad estorsione, usura e riciclaggio di denaro. Complessivamente sono state eseguite 24 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 35 perquisizioni di locali e sequestrate 11 società, tra le quali un’autorimessa, un centro sportivo con annesso maneggio per un valore complessivo di 10 milioni di euro. L’organizzazione, di tipo mafioso, operava su scala nazionale con collegamenti in territorio belga. L’intervento, effettuato alle prime luci dell’alba con l’utilizzo di 130 militari, ha segnato la conclusione delle indagini, coordinate dalla Ddda di Caltanissetta, a seguito dell’attività svolta dal Gico dal 2006 al 2009. In particolare, l’inchiesta scaturisce da un notevole flusso di denaro proveniente dal Belgio, come confermato dalle segnalazioni di operazioni sospette pervenute dall’Ufficio Italiano Cambi. Le indagini, condotte con la collaborazione di organi di polizia belgi, permettevano di accertare che i flussi finanziari individuati erano riconducibili ad attività imprenditoriali gestite da un sodalizio criminale operante nell’hinterland milanese facente capo alla famiglia mafiosa di Pietraperzia (Enna), i cui principali refenti in territorio lombardo risultavano essere i “pietrini” Giovanni Tramontana e Felice Cannata. Le successive indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Caltanissetta, venivano svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, accertamenti bancari e dei tradizionali servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Ciò consentiva di ricostruire l’organigramma dei soggetti a vario titolo inseriti nell’organizzazione mafiosa, oltre che individuarne le attività e gli interessi economici, la cui penetrazione nel territorio lombardo, coordinata dal bergamasco Giovanni Marchetti, era agevolata da locali “teste di legno” (Carlo Trapletti, Claudio Riccio), collegati a soggetti di spicco della criminalità ennese che già da tempo risultano fattivamente inseriti in molti centri del nord Italia, dove applicavano le già affinate tecniche, non disdegnando l’intimidazione ed avvalendosi, in taluni casi, anche del fattivo interessamento e della particolare tutela fornita da appartenenti alle forze dell’ordine. A capo della banda c’erano i fratelli Giovanni e Vincenzo Monachino, noti appartenenti alla cosca di Pietraperzia, che facevano riferimento, in territorio lombardo, alla “decina” di Cologno Monzese, capeggiata, ormai da tempo, dal pluripregiudicato Calogero Ferruggia, detto “Lillo”, il quale coordinava, per mezzo di suoi uomini di fiducia (Giovanni Meo e Francesco Viola), un insieme di attività riconducibili agli affiliati.Parte dei proventi venivano sistematicamente reimpiegata nella lucrosa attività di usura, peraltro riscontrata documentalmente, nel corso di mirati ed approfonditi accertamenti bancari, che, in diverse occasioni, portava ad assorbire attività commerciali, i cui titolari avevano chiesto prestiti cadendo nella rete dell’organizzazione.Le complesse indagini svolte, in definitiva, consentivano di accertare che: la famiglia di Pietraperzia, nel solco delle recenti strategie mafiose, allo stesso tempo manteneva una rigida struttura piramidale, basata su prestabilite gerarchie, proiettando però i suoi interessi verso attività economiche straordinariamente remunerative; la consorteria aveva differenziato le proprie attività spostando gli interessi in area lombarda, ove i sodali erano pressoché sconosciuti alle forze dell’ordine. La struttura creata rispondeva a canoni gerarchici con un capo (Ferruggia) e dei sottoposti, taluni con compiti di responsabilità in aree e settori individuati; tale strategia trova pieno appoggio anche da parte di esponenti di altre consorterie criminali siciliane, come Giancarlo Giugno della “famiglia” di Niscemi - con il quale si accertavano diversi contatti e cointeressenze di natura economica - nonché avvalorata dalla penetrazione di elementi pietrini in territorio di Busto Arsizio (Angelo Cacici di Gela e Liborio Pace), dove egemone risulta la criminale gelese;L’applicazione di metodologie criminali e il sapiente mix di lecito ed illecito applicato nella gestione delle varie imprese consentiva l’ottenimento di straordinari risultati economici, immediatamente reinvestiti all’interno del sistema economico legale.Sono state eseguite ordinanze di custodia cautela in carcere nei confronti di: Rosario Amico, nato il 02/09/1954 a Caltanissetta (CL) e residente in Basiano (MI); Filippo Argento, nato il 14/03/1967 a Pietraperzia (EN) e residente in Pioltello (MI); Angelo Cacici, nato il 24/09/1977 a Gela (CL) e residente in Pozzuolo Martesana (MI); CANNATA Felice, nato il 30/06/1961 a Pietraperzia (EN) e residente in Pozzuolo Martesana (MI); CARDACI Francesco, nato il 21/01/1951 ad Attimis (UD) e residente in Cernusco Sul Naviglio (MI); FALBO Oreste Giuseppe, nato a Milano il 22.2.1973 e residente a Pioltello (MI); FERRUGGIA Calogero, nato il 29/05/1961 a Pietraperzia (EN) e residente in Peschiera Borromeo; GIUGNO Giancarlo Maria Lucio , nato il 01/01/1959 a Niscemi e residente a Niscemi;MARCHETTI Giovanni Antonio, nato il 14/07/1955 a Caravaggio (BG) e residente in Calvenzano (BG);MEO Giovanni, nato il 21/10/1953 a Pietraperzia (EN) e residente in Cologno Monzese (MI);MONACHINO Giovanni, nato il 31/01/1963 a Metz e residente in Pietraperzia; MONACHINO Vincenzo, nato il 16/05/1967 a Caltanissetta (CL) e residente in Pietraperzia (EN);PACE Liborio, nato il 24/12/1976 a Pietraperzia (EN) e residente in Cassano D’Adda (MI); RICCI Claudio, nato il 03/03/1965 a Chiari (BS) e residente in Romano di Lombardia (BG);SCALERCIO Roberto, nato il 13.07.1974 a Cosenza e residente a Pioltello (MI); SCATORCHIA Carmine, nato il 20/04/1970 a Rionero in Vulture (PZ);TRAMONTANA Antonino, nato il 15/02/1953 a Pietraperzia (EN) e residente in Spino D’Adda (CR);TRAMONTANA Giovanni, nato il 23/08/1966 a Pietraperzia (EN) e residente in Zelo Buon Persico (LO) ; TRAMONTANA Giuseppe, nato il 31/05/1978 a Enna (EN) e residente in Spino d’Adda (CR); TRAPLETTI Carlo Alberto, nato l’11/07/1955 a Spino d’Adda (CR) e residente in Spino d’Adda (CR); VIOLA Francesco, nato il 01/04/1970 a Pietraperzia (EN) e residente in Pioltello (MI). Sono state eseguite ordinanza di custodia cautela agli arresti domiciliari nei confronti di: BAUCCIO Luca, nato il 07.12.1968 ad Enna, residente a Milano; DI CAMILLO Gianni Eurelio, nato il 09/02/1959 a Cinisello Balsamo (MI) e residente in Vimercate (MB) ; POLI Loredana, nata il 24/06/1962 a Milano.I reati contestati sono di associazione mafiosa, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti; estorsione, usura; truffa; corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; rivelazione ed utilizzo di segreti d’ufficio; trasferimento fraudolento di valori. E’ stato eseguito il sequestro preventivo delle quote sociali e del patrimonio delle seguenti società: I.S.I. SERVICE s.r.l. con sede in Milano;I.GE.A s.r.l. con sede in Lodi; CLASSIC MOTORS s.r.l. con sede in Segrate; COOP COSTRUZIONI OPERE PUBBLICE E PRIVATE s.r.l. con sede in La Spezia; EDIL 2000 di DI CAMILLO GIANNI EURELIO con sede in Monza; EURO COSTRUZIONI s.r.l. con sede in Baranzate; G.T.M. COSTRUZIONI s.r.l. con sede in Trescore Cremasco; A.M.C. di ARGENTO FILIPPO con sede in Pioltello; ALTHEA COSTRUZIONI s.r.l. con sede in Pietraperzia; GENERALI COSTRUZIONI s.r.l. con sede in Enna; GUARNERI s.r.l. con sede in Milano. Infine, si è provveduto al sequestro di un immobile con autorimessa sita a Romano di Lombardia (MI) ed un centro sportivo con annesso maneggio sito in Calvenzano (BG).