24 Febbraio 2010  VirgilioNotizie   Era un’organizzazione di trafficanti di hashish collaudata, attiva dal 1989 e con radicati contatti con la malavita comune e consolidati collegamenti con la criminalità organizzata, quella smantellata dai militari del Ros dei carabinieri di Milano che nelle prime ore di questa mattina hanno eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, denominata “Pavone 2″ perché seguito di quella che nell’ottobre scorso portò in carcere 75 persone legate alla Sacra Corona Unita e alla Camorra, è stata coordinata dal Pm Marcello Musso e ha visto la collaborazione della Dcsa e dell’Agencia Tributaria di Algeciras, in Spagna. Delle 22 ordinanze firmate dal Gip Stefania Donadeo, 4 hanno raggiunto persone già detenute, 3 incensurati, due cittadini marocchini arrestati in Francia, ritenuti uno mediatore e l’altro fornitore dello stupefacente, un cittadino tedesco catturato in Germania e un “intermediario” svizzero per il quale è stato richiesto l’arresto. Secondo gli investigatori, a capo dell’organizzazione c’era il 43enne skipper comasco Mario Piacentino, un incensurato che con la complicità della moglie Elena per oltre 20 anni ha compiuto traversate tra il Marocco, la Spagna e l’Italia a bordo di splendide barche sia a vela che a motore, a bordo delle quali trasportava, ogni volta, centinaia di chili di hashish. Viaggi che alternava con quelli che faceva il 43enne Massimo Zanotta. Traversate fino ai porti di La Spezia, Mazara del Vallo e dell’Argentario, che avrebbero riversato sul mercato milanese (dove giungeva a bordo di auto, camper e camion) tonnellate di hashish per un giro d’affari di diverse decine di milioni di euro. Per cercare di sfuggire all’arresto, i trafficanti in almeno due occasioni non hanno esitato a disfarsi del carico, buttando in mare centinaia di chili di stupefacente. Dopo aver rifornito per anni la piazza del popolare quartiere milanese di Quarto Oggiaro per conto dei Crisafulli, storica “famiglia” siciliana affiliata all”Ndrangheta, attraverso personaggi già noti alle forze dell’ordine come Luigi Donnarumma (figlio di Antonio detto “Mafia”) e Mario Loris Salea, gli skipper si erano progressivamente messi in proprio importando hashish che rivendevano a criminali comuni. La droga finiva principalmente sul mercato di Milano e del suo hinterland, ma gli investigatori hanno accertato anche cessioni per le piazze di Brescia e altre dirette in Francia e Germania.
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