2 Marzo 2010, Varese Notizie  Rifiuti pericolosi contenenti alte percentuali di nichel, cloro e idrocarburi. Sono stati trovati in una immensa cava sottoposta a sequestro preventivo dalla procura di Busto Arsizio. Dopo la vicenda della famiglia Accarino e del sito La Valle ecco un altro episodio di smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi. Teatro del crimine un’immensa cava in via San Siro a Sant’Anna, frazione di Lonate Pozzolo. Gli inquirenti hanno effettato il sequestro preventivo di un’area di circa 30 mila mq.
 Qui un importante gruppo imprenditoriale che da anni si occupa di movimentazione terra aveva trovato un ottimo modo per fare soldi. Gli indagati gestivano una cava dalla quale estraevano sabbia e ghiaia, materie prime molto ben pagate. Peccato però che il quantitativo di terra estratto era di gran lunga superiore a quello consentito, almeno 15 volte tanto. Gli inquirenti avrebbero infatti scoperto quasi 186.000 metri cubi di materiale estratti abusivamente, 37 mila i camion necessari per trasportare tutto quella terra. Il sistema era semplice: gli indagati, a capo di un sistema di aziende autorizzate a scavare nel territorio di Lonate, non si facevano problema a scavare anche al di fuori della zona a loro assegnata. In alcuni casi i loro scavi avrebbero interessato il territorio del parco del Ticino e avrebbero raggiunto anche la faglia acquifera.
LA CAVA RIEMPITA DI RIFIUTI
Il materiale veniva poi venduto a caro prezzo, circa 14 euro alla tonnellata, producendo grandi profitti. A quel puntorimaneva però un’immenso buco che veniva riempito con rifiuti, in parte di natura pericolosa. Diversi i filoni di indagine aperti dalla procura di Busto Arsizio a carico di 6 persone. Il sistema si basava su un gran numero di aziende, un sistema di scatole cinesi a capo delle quali sarebbero figurati sempre gli stessi nomi. Per capire l’ordine di grandezza del denaro mosso da queste aziende basti pensare che in passato il comune di Lonate aveva emesso una multa nei loro confronti di quasi 1 milione e 500 mila euro. Circa 15 milioni di euro l’ammontare totale delle multe, emesse negli ultimi 10 anni, a carico di queste aziende da parte del comune e del parco del Ticino. I fatti su cui si concentrano le indagini della procura di Busto Arsizio si riferiscono invece agli ultimi 2 anni, a partire dal 2008.

