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‘Mafia e antimafia’, all’università di Bologna diventa un esame: “Legalità”

6.03.2010

6 Marzo, Agenzia DIRE   La studio della criminalita’ organizzata entrera’ a far parte del piano di studi. È questa una delle novita’ piu’ interessanti previste dalla facolta’ di Giurisprudenza dell’Università di Bologna per il prossimo anno accademico. La proposta, accolta dal Consiglio di Facolta’, e’ stata avanzata da Stefania Pellegrini, docente di Sociologia del diritto. Il nuovo insegnamento si chiamera’ “Mafia e antimafia”, potra’ essere scelto al quinto anno di corso e dara’ accesso a sette crediti formativi. Potranno sostenere l’esame anche studenti di altre facolta’. In programma 20 ore di lezione e 28 di laboratorio, cioe’ di incontri con nomi illustri dell’antimafia, magistrati, sacerdoti, giornalisti e imprenditori. Una formula originale voluta fortemente dalla Pellegrini perche’ “permette di istruire i ragazzi muovendo la loro emotivita’- spiega la docente-. Non si insegnano la cultura antimafia o l’etica a tavolino”. E’ convinta che l’iniziativa suscitera’ molto interesse fra gli studenti. “Vedo la luce che brilla negli occhi dei ragazzi quando ascoltano le testimonianze- continua Pellegrini- C´e’ una tensione emotiva in queste lezioni incredibile”.In attesa di diventare esame, per il momento “Mafia e Antimafia” rimane un seminario aperto a tutti gli studenti, con un ciclo di incontri fino al 28 maggio. Si comincia oggi con il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti: alle 15 nell’aula grande di Giurisprudenza incontrera’ gli studenti per una lezione dal titolo “La lotta alla mafia non puo’ essere opera di navigatori solitari”. Nei prossimi incontri si parlera’ di camorra con don Tonino Palmese, referente di Libera in Campania, e di ‘ndrangheta con Nicola Gratteri, procuratore aggiunto del Tribunale di Reggio Calabria. Don Pino De Masi, referente di Libera nella piana di Gioia Tauro in Calabria, affrontera’ la questione dei rapporti fra mafia e religione con un incontro intitolato “La mafia devota”. Antonio Maruccia, sostituto procuratore alla Corte d’Appello di Lecce, parlera’ di aggressione ai patrimoni mafiosi e di confisca dei beni. Ampio spazio verra’ dato alle testimonianze dei siciliani impegnati nella lotta a Cosa Nostra.Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria San Francesco di Palermo, Dario Riccobono di Addio Pizzo e Tano Grasso, fondatore e presidente onorario della Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane, racconteranno le loro difficili battaglie contro il sistema delle estorsioni.Spazio anche per il ruolo del giornalismo nella lotta alla mafia con l’intervento di Claudio Fava, giornalista, politico e sceneggiatore figlio di Pippo Fava ucciso nel 1984. Concludera’ un altro orfano della lotta alla mafia, Nando Dalla Chiesa, ex parlamentare e docente di Sociologia della criminalita’ organizzata all’Universita’ statale di Milano.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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