24 Marzo 2010, Casadellalegaltà .org, scritto da Ufficio di Presidenza  Ricordate il senatore Di Girolamo con il boss Pugliese della ‘ndrangheta, in posa, uno accanto all’altro? Bene. Pesavate che questo fosse solo un caso isolato? Pensavate che potesse avvenire solo in alcune parti del Paese? Pensavate male. Le mafie fanno affari, li fanno nei territori, a partire dai piccoli Comuni per salire, passando dalle Regioni. Non guardano al colore politico, le mafie… I boss sono pronti ad allearsi con chi accetta di lavorare per gli interessi delle cosche. La recente denuncia di Angela Napoli sul nuovo asse in Calabria tra centrodestra e ‘ndrangheta lo hanno confermato. La ‘ndrangheta può condizionare il voto, così come Cosa Nostra e le Camorre. E non c’è nessun partito che possa tirarsi fuori e dire io non c’entro… nemmeno l’Italia dei Valori di Di Pietro. Ed è così che dopo l’ombra della ‘ndrangheta sulle elezioni amministrative a Genova nel 2007, adesso si ha la prova immortalata nei fotogrammi della Casa della Legalità , su come la ‘ndrangheta influenza il voto per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Liguria.Ieri sera… …a partire dalle 20, al ristorante-pizzeria “da Gerry” a Voltri, nel ponente genovese, si è tenuta una cena con circa una sessantina di partecipanti. Era una cena di calabresi ed era una cena elettorale. La candidata che si presentava era Cinzia DAMONTE, dell’Italia dei Valori – Lista Di Pietro, nella coalizione di Claudio Burlando. Il gran cerimoniere era invece un boss della ‘ndrangheta, Onofrio GARCEA, già condannato per droga e coinvolto nell’inchiesta sul controllo del gioco d’azzardo dei videpoker del clan dei MACRI’, di cui è considerato un esponente di vertice.La Casa della Legalità è riuscita ad entrare nella pizzeria e immortalare la serata, così che si è potuto accertare che il boss Orlando GARCEA accompagnava la candidata Cinzia DAMONTE da tutti i convenuti, passando da una tavolata all’altra. Il GARCEA distribuiva il facsimile della scheda elettorale con l’indicazione di voto per l’IDV e la DAMONTE, mentre la DAMONTE stessa ringraziava, stringeva mani e consegnava a tutti una mazzetta dei suoi santini elettorali da distribuire.L’Orlando GARCEA, oltre ai molteplici procedimenti in cui è stato coinvolto, è un accertato esponente della criminalità organizzata calabrese a Genova. Era già finito nel rapporto della Guardia di Finanza alla Procura di Genova per il filone d’inchiesta sul voto di scambio in cui venne accertato che i rapporti tra gli esponenti della ‘ndrangheta e la politica vedevano come punto di contatto Salvatore Ottavio COSMA, che nel frattempo è divenuto “responsabile regionale dipartimenti tematici dell’Italia dei Valori” in Liguria. In estrema sintesi nel rapporto si diceva: “Le indagini tecniche hanno consentito di accertare che COSMA Salvatore fosse effettivamente in contatto con esponenti della malavita ed in particolare con MAMONE Gino, STEFANELLI Vincenzo, MALATESTI Piero e GARCEA Onofrio”.Il GARCEA, più volte agli arresti è considerato uno degli esponenti apicali della cosca MACRI’ della ‘ndrangheta attiva a Genova, e tra le più attive anche nella veste più prettamente criminale ed efferata, considerando anche le ripetute “sparate” (nel vero senso del termine) di Nicodemo MACRI’. Ad esempio nell’inchiesta per i videopoker l’Onofrio GARCEA è finito coinvolto con il figlio Davide, insieme al Nicodemo MACRI’, Maurizio MAGNANO, Giuseppe MACRI’, Nicola GALEANO, Calogero ALTOVINO, Milena ZAMPARINI e Domenico e Luigi ROCCA, Nicoledemo MOLINARI, oltre al patriarca della famiglia,Vincenzo MACRI’.IL GARCEA ed i figli hanno anche diverse attività commerciali attive sul territorio genovese. Dalla “Lavasecco Lungomare Pegli snc” di via Lungomare di Pegli 111 R, in cui è socio direttamente l’Onofrio, a quelle intestate ai figli Davide e Daniele quali: la “F.lli GARCEA snc” a Sampierdarena, in via Cristofori 33-35 r che si occupa di vendita all’ingrosso di alimentari, bevande e prodotti a base di tabacco; l’impresa individuale “GARCEA DAVIDE” di via De Cavero 4/16A che si occupa di noleggio di giochi elettromeccanici e macchine distributrici… per arrivare alla “GO srl”, ovvero il bar di Piazza Giovanni A. Aprosio 6-8-10 r di Sestri Ponente.E chi è invece la DAMONTE? Una novella della politica? Certo che no, come non è certamente una ingenua, considerando il suo curriculum. Nel suo santino elettorale si legge:“Cinzia Damonte, 36 anni, due figli. Laureata in Economia e Commercio e in Filosofia. Funzionario dell’Agenzia delle Entrate e dal 2006 assessore all’Urbanistica del Comune di Arenzano”.Ma vi è di più sviluppando queste coincise informazioni. Infatti la DAMONTE ha avuto una sorta di sospensione cautelativa dall’Agenzia delle Entrate in quanto vi è un indagine interna che la coinvolge. Ma è anche e soprattutto su Arenzano che occorre soffermarsi.Infatti la DAMONTE è assessore all’Urbanistica in questo Comune, nella Giunta di Luigi GAMBINO, soggetto al centro anche lui di un rapporto della Guardia di Finanza alla Procura della Repubblica perché, con un funzionario comunale Giampiero LAZZARINI, rientrava tra i soggetti che operavano a favore dei MAMONE per la partita della ex fabbrica STOPPANI. E non basta ancora, perché Cinzia DAMONTE, prima di approdare all’Italia dei Valori di Di Pietro (e quindi di essere candidata alle regionali del 2010), era in Sinistra Democratica – legata a Sinistra e Libertà – da cui è fuoriuscita quando una persona a lei molto legata, nonché portavoce del sindaco GAMBINO, fu espulsa dal partito. Si trattava di Paolo Masi, o meglio – usando il nome reale – di Pasquale ESPOSITO, ex trafficante d’armi.Cinzia DAMONTE è quindi una tassello importante se ha potuto conquistare e mantenere l’assessorato all’Urbanistica di uno dei Comuni liguri dove le speculazioni (e soprattutto gli appetiti di nuove speculazioni sull’area della ex Stoppani) sono assai elevate.Bene, domenica 28 e lunedì 29 marzo anche in Liguria si vota… delle firme false a destra e sinistra, passando dal centro, non si è più saputo nulla perché chi di dovere non ha ancora avuto tempo di fare le verifiche e si voteranno liste che non potevano essere nemmeno presentate. Ma soprattutto si voterà con le cosche della ‘ndrangheta che hanno condizionato il voto, come nel caso che abbiamo provato, con il boss mafioso che indica senza possibilità di dubbio chi occorre votare, e come altri che coinvolgono esponenti di altri partiti da destra a sinistra, sempre passando dal centro. Questa è la Liguria, dove qualcuno ancora dice che la mafia non c’è!Comunque, sappiano che non hanno più luoghi inviolabili dove nascondersi, né i mafiosi né i loro amici e sodali e queste foto della Casa della Legalità lo dimostrano, ancora una volta… Tentino pure di delegittimarci, di isolarci… promuovano pure nuove intimidazioni (tradizionali o per vie legali), noi andiamo avanti!
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