23 luglio 2010, Iris Press, di T. San
“Mi sorprende che il mondo politico e l’opinione pubblica si stupisca del livello di penetrazione della’‘Ndrangheta a Milano
“Sono centinaia (le imprese), ndr), subiscono ogni genere di vessazione, ma non collaborano. Il dato allarmante è questo. La ’Ndrangheta instaura anche nel ricco Nord un regime di “terrore”. Tale che, perfino chi ne è vittima, non parla. Già nella prima indagine di cui mi sono occupato, quella del Parco Sud, solo uno sparuto gruppo di imprenditori rifiutava quel metodo, mentre la gran parte finiva con l’accettarlo. Preferiscono convivere pur di lavorare. Chi opera nel settore tipico dove è presente la ‘Ndrangheta (edilizia, movimento terra) ne accettava la presenza come un fatto scontato”.
È quanto afferma il giudice Giuseppe Gennari, ospite di KlausCondicio, il talk show condotto da Klaus Davi in onda su YouTube.
Gennari è il giudice per le indagini preliminari di Milano che ha firmato di recente numerose ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’inchiesta sugli intrecci fra ‘ndrangheta e politica in Lombardia.
“Difficile dire che responsabilità abbiano i politici sul piano penale. Forse in termini politici le responsabilità sono più significative, sicuramente si è determinata troppa permeabilità di certi ambienti politici rispetto a certe frequentazioni”, ha aggiunto.
“Un tempo – ha spiegato – i vecchi partiti filtravano di più, oggi è più facile entrare in rapporti con il politico di turno”.
Il giudice ha anche denunciato che “Piazza Affari non è immune dagli investimenti della ‘Ndrangheta, il cui enorme business ricavato dalla cocaina cambia pelle, si ricicla e diventa “presentabile”. Soprattutto al Nord le cosche convertono i soldi in attività di impresa. Benché le indagini che abbiamo fatto fino ad ora non abbiano riguardato flussi finanziari della ‘Ndrangheta nel settore bancario, sicuramente un’azione preventiva dell’Abi sarebbe auspicabile”.
“La comunicazione, le relazioni pubbliche e la pubblicità sono settori ad alto rischio della penetrazione della mafia calabrese. Su questo non vi è alcun dubbio”, ha sostenuto il giudice.
“Mi sorprende – ha detto infine Gennari – che il mondo politico e l’opinione pubblica si stupisca del livello di penetrazione della’‘Ndrangheta a Milano. Evidenze della penetrazione capillare delle cosche criminali sul territorio c’erano fin dal 2008. Temo che ci sia stata scarsa attenzione nel leggere le cronache giudiziarie oppure una buona dose di ipocrisia”.

