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Droga e ‘ndrangheta a Modena: 4 condanne

24.07.2010

24 luglio 2010, Gazzetta di Modena

Quattro condanne per un totale di 36 anni e quattro assoluzioni agli otto accusati di aver gestito un giro di droga tra Crotone e Modena per conto della ’ndragheta. Gli otto erano stati arrestati nel 2009. Nel complesso le pene sono state diminuite rispetto alle richieste della pubblica accusa che l’altro giorno durante la sua requisitoria aveva concluso con condanne per 70 anni

MODENA. Condanne per 36 anni di reclusione sono state comminate dal tribunale a carico di quattro degli otto imputati accusati di aver gestito un grosso giro di droga tra Crotone e Modena per conto della ’ndrangheta. Gli otto erano stati arrestati dai carabinieri nel marzo del 2009 nell’ambito dell’o perazione “Vortice 2” che aveva portato dietro le sbarre una trentina di persone. Molte sono state processate in Calabria, per otto di loro – indicate come terminale modenese del traffico – il processo a Modena si è concluso al termine di una camera di consiglio di oltre 6 ore.Nel complesso le pene sono state diminuite rispetto alla requisitoria della pubblica accusa, il pm Proto, che aveva chiesto condanne per 70 anni. Il tribunale, presidente Ziroldi, ha accolto in parte le richieste della difesa, in particolare quelle dell’avv. Cosimo Zaccaria che per i propri assistiti, Francesco Cannas e Arcangelo Russo, aveva chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Per il primo 11 anni e 4 mesi la condanna a fronte della richiesta del pm di 15 anni; 5 anni e 4 mesi per il secondo per il quale l’accusa aveva chiesto 12 anni. Dodici anni sono stati comminati a Fiorenzo Santoro. Anche in questo caso accolta la richiesta del difensore, Luca Brezigar. Il pm ne aveva chiesti 14.Sette gli anni toccati a Mario Covello. Quattro le assoluzioni che hanno riguardato Francesco Desiderato, l’albanese Arjan Nushim, Ciro Scarano e Cataldo Spataro, quest’ultimo unico imputato a piede libero. Il loro ruolo è stato considerato marginale nel traffico di droga tanto che le assoluzioni sono state pronunciate “per non aver commesso il fatto” o perché il “fatto non sussiste”. La vicenda processuale era stata determinata da un lunga indagine dei carabinieri di Modena che avevano accertato come grazie a due cugini calabresi, Modena fosse diventata il fulcro degli affari illeciti della criminalità organizzata calabrese, la ‘ndrangheta.Eroina e cocaina arrivavano a fiumi nella nostra città e da qua erano smistate anche verso altre province. I due cugini sono Francesco Mario Cannas, 33enne residente a Modena, gestore di una tabaccheria e Fiorenzo Santoro di 32 anni, domiciliato a Modena.Entrambi, insieme con altri sei calabresi, hanno ascoltato in silenzio la lettura della sentenza che li ha condannati per questo traffico internazionale di stupefacenti. Secondo l’accusa, infatti, avrebbero agevolato l’attività dell’organizzazione di stampo mafioso chiamata Farao-Marincolà della provincia di Crotone. Secondo l’accusa erano loro a gestire i traffici di droga tra la Calabria, in particolare Crotone, e Modena, dove avrebbero favorito anche la latitanza di alcuni ricercati. L’operazione “Vortice 2”, era un’appendice di un’inchiesta durata due anni e partita da una precedente indagine degli investigatori di Ferrara su un gruppo di trafficanti albanesi.I carabinieri erano risaliti al livello superiore grazie ad intercettazioni telefoniche e allacollaborazione di un pentito. Dalle indagini era emerso il ruolo di apripista di Cannas e Santoro per spostare il baricentro degli interessi economici della cosca al di fuori del territorio calabrese. L’organizzazione si riforniva di droga in Germania, Olanda, Albania, ma anche a Milano grazie agli appoggi del clan Mancuso.Non è stato facile per i militari dell’Arma riuscire ad intercettare soprattutto le conversazioni tra i terminali dello spaccio, in quanto questi utilizzavano il software Skype, un sistema sempre più in uso anche fra le organizzazioni criminali, che rende irrintracciabili le comunicazioni. Proprio durante queste conversazioni venivano dati ordini e si comunicavano le modalità di spedizione della droga

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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