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Como, si allarga l’inchiesta sui materiali nocivi

25.07.2010

25 luglio 2010, il Corriere di Como, di Marco Romualdi    Il pm chiede gli elenchi dei cantieri comaschi in cui ha lavorato la “Perego”Non soltanto il nuovo Sant’Anna e i presunti veleni nascosti sotto terra. Adesso l’inchiesta della Procura di Como si allarga e va a toccare tutti i cantieri della provincia lariana – pubblici e privati – nei quali ha lavorato negli anni scorsi la “Perego” di Cassago Brianza (Lecco). Il sostituto procuratore della Repubblica di Como Giuseppe Rose, il magistrato che ha disposto l’altro giorno gli scavi nel terreno dei Tre Camini per verificare cosa realmente si trovi nel sottosuolo dell’ospedale , ha deciso anche l’acquisizione di tutte le informazioni sui lavori che l’azienda lecchese ha eseguito negli ultimi anni a Como. Perché il sospetto – al momento soltanto di questo si può parlare – è che le stesse procedure non correte eseguite al Sant’Anna (secondo il racconto degli ex autisti) possano essere state fatte anche altrove. Cantieri stradali, opere ferroviarie e massicciate in particolare. Poi scavi pubblici in altre strutture cui la “Perego” è stata chiamata a lavorare. Anche lì gli inquirenti sospettano che possano essere finiti materiali pericolosi, magari nocivi. Materiali che avrebbero dovuto essere stoccati in altro modo. Nel cantiere di Como, secondo il racconto dei testimoni chiamati dai magistrati milanesi a spiegare gli intrecci tra cosche mafiose e imprenditoria, sarebbero finiti pezzi di bentonite unita all’amianto provenienti da altri cantieri dell’hinterland della metropoli.Il tutto mascherato con terra di scavo per rendere più credibile il carico in uscita verso il Sant’Anna. Non una sola dichiarazione, ma tante e concordanti. I viaggi sarebbero stati “taroccati” con rapportini falsificati ad arte. Un fiume in piena, questa inchiesta della Procura lariana. Com’era facile prevedere. L’ipotesi di reato resta il traffico illecito di materiali pericolosi, amianto in particolare. Ma il pm Rose ha già deciso che le verifiche di questi altri cantieri saranno fatte successivamente.Priorità assoluta viene data alla salute dei comaschi. E per questo già da domani dovrebbero scattare scavi e verifiche nel sottofondo dell’ospedale.Tempi rapidi per portare via i campioni di terra. Un giorno, due al massimo. Gli esiti delle analisi però non saranno immediati. Si conta di avere il responso entro la fine di agosto.E soltanto allora si saprà anche con certezza se il trasloco dei pazienti – già previsto per la fine di settembre – ci sarà oppure no. Con i risultati in mano il magistrato deciderà se concedere il nulla osta al trasferimento oppure bloccare tutto. Perché l’ipotesi di un clamoroso sequestro – e di un rinvio del passaggio da via Napoleona ai Tre Camini – è tutto’altro che campato per aria. Un’ipotesi, certo, ma che dipenderà proprio dagli esiti di questi accertamenti nel terreno. Come dire: se ci saranno davvero scorie o residui potenzialmente pericolosi per la salute delle persone chiamate a operare al Sant’Anna, sarà inevitabile un intervento in tempi e modi ancora da accertare.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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