Repubblica, di Maria Chiara Perri
Le infiltrazioni della criminalità organizzato non hanno intaccato, per ora, il tessuto produttivo del territorio parmense. E’ quanto emerge da un questionario, primo nel suo genere, elaborato dalla questura di Parma in collaborazione con l’Unione parmense degli industriali per fare luce sulle problematiche legate alla sicurezza più sentite dalle imprese locali. La risposta è stata forte: ben 313 aziende associate all’Upi hanno risposto alle domande, permettendo così a raccolta di dati statistici significativi. Il settore che ha risposto maggiormente è quello manifatturiero (51%), seguito dai servizi (34%) e dall’edile (15%). In egual misura hanno risposto le aziende con più o meno di 15 dipendenti.
Dal questionario emerge una situazione positiva per quanto riguarda la presenza delle criminalità organizzata: solo 3 aziende (1%) hanno dichiarato di aver subito tentativi di estorsione negli ultimi due anni. In due casi dopo la denuncia è seguito il danneggiamento di automessi. Nessuna impresa ha però associato il tentativo di taglieggiamento alle mafie. Un altro caso non ha denunciato le pressioni, ma queste non hanno poi avuto seguito. Per quanto attiene al tentativo di infiltrazione di capitali sospetti quattro aziende hanno segnalato la circostanza.
“Questa indagine si inquadra in un monitoraggio molto pù ampio sul cotrollo della criminalità organizzata nel territorio parmense – spiega il questore Gennaro Gallo – fortunatamente, viene rilevata quasi una totale assenza del fenomeno. Però ci sono altri dati che destano qualche preoccupazione, come quello sui reati predatori ai danni delle aziende. Il 27% delle imprese ha dichiarato di aver subito rapine o furti”.
In particolare, le aziende più colpite dai furti sono quelle edili: i cantieri vengono depredati di attrezzi da lavoro, caldaie, porte, persino mattoni e rame. Le aziende di trasporti invece denunciano spesso il furto di tir o di oggetti che dovevano essere consegnati. I compilatori chiedono alle forze dell’ordine un maggiore controllo del territorio nelle aree industriali e commerciali. Il 73% delle aziende, comunque, è dotato di sistemi di allarme, mentre il 55% si avvale dei servizi degli istituti di vigilanza privata.
L’indagine è stata presentata questa mattina in Prefettura in presenza del prefetto Luigi Viana, del presidente dell’Upi Giovanni Borri e del direttore Cesare Azzali. Come ha sottolineato il questore Gallo, il prossimo passo sarà estendere il questionario alle associazioni del commercio

