Skip to content



Genova, nuovo approccio ai reati minori e banca dati antiracket

15.12.2010

Il Secolo XIX, di Graziano Cetara e Matteo Indice

La circolare contiene diciotto punti cruciali, che potrebbero cambiare la vita di centinaia di persone e saranno discussi oggi in un supervertice. L’ha scritta il neo-procuratore reggente di Genova, Vincenzo Scolastico, che chiede a tutti i pubblici ministeri del capoluogo ligure (i magistrati titolari di ogni indagine penale) di cambiare l’approccio ai fatti cosiddetti «minori»: i piccoli pestaggi in famiglia dei quali spesso sono ritirate le denunce, gli incendi che solo all’apparenza sembrano exploit di qualche ubriacone, gli infortuni sul lavoro non gravi, che possono rappresentare in realtà la cartina di tornasole d’un pericolo cronico. Dai prossimi mesi saranno creati una serie di database, che mettano in relazione tutto ciò che (potenzialmente) rappresenta l’anello d’una catena più complessa. «Il principio – spiega Scolastico – è quello di accendere i riflettori sui problemi in teoria piccoli, in realtà capaci di rovinare la vita a migliaia di vittime». E ancora: «Gli attacchi a bar o locali o magazzini sono spesso rubricati come raid estemporanei, perché ogni singolo fatto è trattato da un magistrato diverso e non collegato ad altri analoghi. Non deve più accadere. Sovente, se i collegamenti fossero evidenziati da un computer, si partirebbe molto prima con i rilievi sul racket o la criminalità organizzata”.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

Tag: , , , , .