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Antimafia negli uffici della Porto d’Imperia

26.01.2011

Il Secolo XIX

Sembra in arrivo un’altra tegola sulla Porto d’Imperia Spa, la società che si occupa della realizzazione del nuovo scalo turistico del capoluogo, già al centro di tre inchieste giudiziarie: dalle prime ore del giorno, è in corso nei suoi uffici una perquisizione da parte degli investigatori della Direzione investigativa Antimafia di Torino.

Secondo le prime indiscrezioni, si sta indagando su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta.

Tutta la documentazione sulle aziende che hanno lavorato in regime di appalto o di subappalto nelle opere legate alle attività della Porto Imperia: è questo che stanno cercando gli 007 della Direzione investigativa antimafia di Torino nella sede della società ligure.

L’obiettivo è accertare la presenza di gruppi imprenditoriali (o di singoli personaggi) legati direttamente o indirettamente alla `ndrangheta. L’iniziativa di oggi è lo sviluppo di una vasta inchiesta, chiamata in codice «operazione Pioneer», su un giro di riciclaggio di denaro proveniente dallo spaccio di droga, culminata fra il 2009 e il 2010 in una serie di arresti e nel sequestro di circa 10 milioni di euro.

Gli investigatori erano riusciti a smantellare una piccola banda che, attraverso l’immobiliare Ediltava, investiva in attività immobiliari o imprese edili i proventi di un narcotraffico gestito – secondo le accuse iniziali – della cosca di Antonio Spagnolo, di Ciminà (Reggio Calabria). Le indagini hanno portato la Dia a vagliare possibili casi di infiltrazioni malavitose nelle ditte dei subappalti per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e soprattutto del Porto di Imperia. Di questo fronte si occupa il pubblico ministero Antonio Rinaudo. La Dia, a Imperia, sta operando in base alla legge del 575 del 1965 sulle misure di prevenzione antimafia.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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