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‘Ndrangheta in Piemonte, l’onorevole Lucà si difende. “Io in buona fede, caduto in trappola”

9.06.2011

“Sono caduto in una trappola, questo sì, ma certamente in buonissima fede”. Il parlamentare del Pd Domenico Lucà non ci sta … L’ondata di arresti, infatti, si lascia dietro malumori e rabbia. Ma soprattutto un quadro inquietante: la capacità dei clan di infiltrarsi a ogni livello della politica … E così tra le pieghe delle carte resta impigliato anche il nome di Mimmo Lucà, all’anagrafe Domenico, classe ’53 originario di un piccolo paese della Locride. Dirigente delle Acli e fondatore, a Torino, del Tribunale per i diritti del malato, Lucà entra in politica nel 1994 con casacca Ds. E qui resta fino a oggi. Quattordici anni di militanza parlamentare e altrettanti di passione politica vissuti tra Rivalta e Rivoli. … Poco più di due pagine in cui si legge come “la vicenda Lucà è quella che, maggiormente, interessa le elezioni amministrative del 2011. In merito, si evidenzia che Salvatore Demasi è stato contattato direttamente da Domenico Lucà, parlamentare dell’attuale Legislatura eletto nell’anno 2008. Questi ha chiesto a Demasi di attivarsi per sostenere e reperire consensi per la candidatura dell’onorevole Fassino alle consultazioni primarie del Partito Democratico”. Ma chi è Salvatore Demasi? Per i magistrati è un affiliato con dote di padrino e capo della locale di Rivoli. Per Mimmo Lucà, invece, “è un imprenditore calabrese che costruisce bellissime case, noto non certo per motivi di dubbia moralità” … E in fondo Lucà, originario di Gioiosa Ionica, sa molto bene come deve muoversi un politico in certi posti. “Quando torno in Calabria sto attento alle persone che incontro” perché “a Gioisa Ionica ci si conosce tutti”. Non sembra essere così a Rivoli. Eppure ieri il comune è finito dritto dritto nelle carte dell’inchiesta. Qui per anni ha operato un locale di ‘ndrangheta capeggiato proprio da Demasi. “A Rivoli – dice Lucà – non ho mai avuto la sensazione della presenza mafiosa”. Presenza che il collaboratore di giustizia Rocco Varacalli, invece, colloca a partire dai primi anni del 2000. “Ricordo che il 20 dicembre 2002 venne svolta una festa per il Natale presso il cantiere di via Lancia ove era impegnata la mia ditta … Alla festa erano presenti Giorgio Demasi, capolocale storico della ‘ndrina di Rivoli”. Demasi, detto Giorgio, ma iscritto all’anagrafe con il nome di Salvatore “è legato alle famiglie RomeoPelleVottari di San Luca”. Legame che gli deriva dal matrimonio con “Antonia Romeo, figlia di Sebastiano alias “Staccu” ritenuto, sino alla sua morte, il “capobastone” della cosca nonché “capo locale” di San Luca”. L’articolo completo sul Fatto Quotidiano

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

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