Skip to content



Minacce e botte agli imprenditori. L’ombra della camorra in Romagna

28.06.2011

Le minacce non sono state soltanto verbali. In un caso si è arrivati al pestaggio, tanto che la vittima si è dovuta far medicare in ospedale. E’ l’aspetto più violento di un’attività estorsiva messa in piedi in Romagna da alcuni affiliati a due clan camorristici, i Vallefuoco e i Casalesi. Oggi sono scattati nove arresti.

L’indagine è stata condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, che ha coordinato il nucleo di polizia tributaria della Finanza e la squadra mobile di Pesaro. Una società di recupero crediti riminese, la Ises, era la copertura per l’attività di estorsione: così potevano avvicinare gli imprenditori. Tra l’altro, la società era “riconducibile, scrivono le fiamme gialle nella nota, “ad una società di diritto sammarinese”.

Le estorsioni di cui i nove sono accusati, spiega una nota della Guardia di Finanza, sono state commesse nella zona romagnola e nella provincia pesarese-urbinate. Le catture sono avvenute a Petriano (Pesaro-Urbino), Castelfranco Emilia (Modena), Brusciano (Napoli), Rimini, San Leo nel Riminese. L’indagine è parallela a un’altra che riguarda sempre estorsioni di natura camorristica ai danni di imprenditori romagnoli; alcuni degli arresti coincidono.

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

Tag: , , , , , , .