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Maxi sequestro di coca nello spezzino

18.08.2011

In realtà il sequestro è avvenuto un mese fa, al porto di La Spezia. Ma per non compromettere l’operazione i militari della Guardia di Finanza non hanno lasciato trapelare la notizia: hanno sostituito i panetti di cocaina purissima, per oltre mille chili, con dei mattoncini; piazzato un rilevatore satellitare microscopico; richiuso l’intercapedine del container che nascondeva il carico; e lasciato che la nave, proveniente da Santo Domingo, ripartisse per i suoi giri: La Spezia, Gioia Tauro, Genova. Intanto gli agenti delle Fiamme gialle seguivano comodamente tutti gli spostamenti dalla centrale di rilevazione e aspettavano. Aspettavano che i pesci cadessero nella trappola. Fino a ieri sera.

Sembra la trama di un film d’azione e invece è la storia di uno dei più importanti sequestri di cocaina mai effettuati in Europa. Valore di mercato: oltre 300 milioni di euro.

“Oddio, questa volta vent’anni di carcere non ce li toglie nessuno” – avrebbe detto Giordano Gargiolli, aprendo il container e vedendo che il carico a lui diretto era stato sostituito. A quel punto sono intervenuti gli agenti, coordinati dal Pm Tiziana Lottini, che hanno arrestato Gargiolli e altri 4 uomini, di cui due spagnoli. Il blitz è avvenuto in una zona industriale di Pallerone, in provincia di Massa Carrara.

Personaggio noto Giordano Gargiolli a Pallerone e a La Spezia. Rampollo di una famiglia di mobilieri, che ha fatto fortuna dal dopoguerra in avanti, producendo e rivendendo mobili nell’Italia del boom. Ma Giordano ha pensato bene di differenziare il business e dall’inizio degli anni ’90 ha iniziato a collezionare condanne per possesso e spaccio di droga.

Resta, però, ancora da scoprire chi si cela dietro al traffico, dal momento che la quantità di cocaina sequestrata e la presenza dei due spagnoli fanno pensare a un giro internazionale che non poteva essere controllato dal solo Gargiolli. Nè sembra plausibile la gestione di un simile carico senza l’ausilio delle varie mafie italiane.

Particolare interessante, gli uomini del Gico hanno ritrovato sui panetti di cocaina sequestrati diversi simboli, che potrebbero essere identificativi del cartello colombiano che li ha prodotti. Una sorta di tracciabilità del prodotto. In particolare uno scorpione stilizzato con le chele aperte e un dama potrebbero indicare il cartello del Norte del Vale, nato dopo la scissione interna al Cartello di Medellin, oppure quello di Cali. ArticoloTre

Postato in Rassegna Stampa Mafia.