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Milano, Processo Lea Garofalo: tutto da rifare

23.11.2011

Destino beffardo. La notizia arriva alla vigilia del secondo anno della sparizione di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009, del cui omicidio – e scioglimento del corpo nell’acido -  sono accusati il compagno Carlo Cosco, i di lui fratelli Vito e Giuseppe, Rosario Curcio, Carmine Venturino e Massimo Sabatino: il processo è tutto da rifare.

Il Presidente della Corte Filippo Grisolia è infatti stato nominato Capo di Gabinetto dell’appena inseditato ministro della Giustizia Paola Severino; la nomina è dunque incompatibile con il precedente incarico. In questo caso le parti – accusa e difesa – hanno la facoltà di chiedere che il processo prosegua o che si annulli tutto, di fatto ricominciando daccapo. La difesa degli imputati, in maniera compatta, ha optato per questa seconda possibilità. Questo significa che la Corte si riaggiornerà il primo dicembre – è stata infatti depennata dall’agenda l’udienza di domani, giovedì 24 – nominando il nuovo Presidente della Corte e verosimilmente rendendo noto il nuovo calendario delle udienze. Questo comporta che le precedenti deposizioni non potranno più essere considerate valide e i teste e che hanno già deposto dovranno ritornare in aula per rispondere nuovamente alle domande del pubblico ministero Marcello Tatangelo e degli avvocati difensori dei sei imputati. Tutti, compresa la teste chiave Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo e Carlo Cosco, ed Enza Rando, avvocato dell’ufficio legale di Libera e rappresentante di Denise, che si è costituita parte civile al processo. Una vera e propria corsa contro il tempo: il 28 luglio 2012 scadranno infatti i termini di custodia cautelare a carico degli imputati, che potrebbero quindi tornare in libertà se entro quel termine la Corte di Assise non si pronuncerà con la sentenza di primo grado. L’articolo di Marika Demaria su Narcomafie

Postato in Rassegna Stampa Mafia.