Norme ancora più rigide per le sale giochi. Sulla scia di una precisa normativa regionale, ma probabilmente anche con la consapevolezza che sia necessario porre ulteriori paletti in merito ad una questione che a Bordighera è stata addirittura determinante per lo scioglimento del consiglio comunale per contiguità con la criminalità organizzata,la commissione straordinaria della città delle palme ha infatti stabilito che non potranno essere consentite aperture di nuove strutture ad una distanza di meno di 300 metri dai principali edifici pubblici e di culto.
E, soprattutto, modificando la precedente e più morbida normativa comunale, che le autorizzazioni saranno a tempo determinato. Cinque anni, poi si potrà chiedere una nuova autorizzazione. Ma il rinnovo, dunque, non sarà più scontato.
L’input per regolamentare un settore che, soprattutto nella città delle palme, è stato al centro di tante polemiche e successivamente anche di accurate indagini da parte dei carabinieri, come detto, è arrivato dalla Regione Liguria.
L’obiettivo, nell’ambito delle competenze regionali, è quello di «dettare norme finalizzate a prevenire il vizio del gioco, anche se lecito, e a tutelare determinate categorie di persone», che alle “macchinette” spesso dilapidano l’intero stipendio. Ma soprattutto, in un territorio particolarmente sensibile e a rischio, quello di «contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio di sale da gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica».
Pesa, a Bordighera, la querelle legata al caso di Giovanni Pellegrino e Francesco Barilaro. I quali, nell’ambito di un preciso filone d’indagine, sono stati accusati di minacce ed indebite pressioni nei confronti della giunta comunale, proprio per l’apertura di una sala giochi in centro città.
Nell’ambito del processo penale, almeno su questa specifica accusa, i due imputati sono stati assolti. Ma è un fatto che proprio questa controversa questione sia stata l’input per una più vasta indagine amministrativa ( e non solo) che ha poi portato allo scioglimento per mafia del consiglio comunale. Il Tar ha ribadito punto per punto le circostanze che hanno indotto l’ex governo Berlusconi a sciogliere il consiglio. Mentre il verdetto del Consiglio di Stato è atteso a breve.
Da qui la decisione di integrare il regolamento comunale che disciplina le sale giochi, peraltro già adottato dalla commissione straordinaria, con norme più restrittive. In particolare, «si pone il divieto di autorizzare l’apertura di sale giochi ubicate in un raggio di trecento metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, impianti sportivi e centro giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e strutture ricettive per categorie protette».
Le autorizzazioni, inoltre, dovranno essere temporanee ed oggetto di verifica: «Con una validità quinquennale e possibilità di chiedere il rinnovo alla scadenza». Il SEcoloXIX

