Milano, un bene confiscato alla mafia diventa casa-rifugio per donne maltrattate

Milano si dimostra ancora una volta attenta ai bisogni delle donne e si preoccupa per i maltrattamenti che alcune sono costrette a subire. E così, oggi, in un bene confiscato alla mafia, assegnato con un bando del Comune al centro antiviolenza Telefono Donna, nasce lo spazio protetto ” Il Battello”: accoglierà donne intercettate e soccorse dalle operatrici del centro antiviolenza attivo da quasi 25 anni presso l’ospedale Niguarda.  L’anno scorso la rete dei centri e dei servizi antiviolenza convenzionati con il Comune ha intercettato quasi 1.300 donne che hanno avuto bisogno di interventi diversi, dall’ascolto, all’accoglienza, dall’assistenza psicologia a quella legale.

“Per la realizzazione di questa nuova casa rifugio –  ha spiegato l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino – abbiamo messo insieme risorse, capacità di costruire alleanze positive e percorsi di cittadinanza attiva ponendo al centro della nostra azione persone che hanno bisogno, donne in situazioni di fragilità cui dare sostegno e accompagnamento per vincere la sfida del proprio riscatto. Dobbiamo far sapere a queste donne che non sono sole, che ci sono luoghi a cui bussare, numeri da chiamare per essere ascoltate, persone a cui affidarsi”. “Nel 2015 la rete dei centri antiviolenza ha assistito quasi 1.300 donne – ha aggiunto – ma sono molte di più quelle che ancora non trovano il coraggio di denunciare la violenza subita e chiedere aiuto. A loro vogliamo dire che le case rifugio ci sono e che in questi luoghi è possibile costruire legami, riporre fiducia”.”In Italia – spiega la fondatrice di ‘Telefono Donnaa’ Stefania Bartoccetti – una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima nell’arco della sua vita dell’aggressività di un uomo. Dal 1992 Telefono Donna opera con l`obiettivo di prevenire e di contrastare il fenomeno delle violenze domestiche grazie alla consulenza fornita da esperti in vari settori tutti disponibili ad una collaborazione competente e professionale”. I centri antiviolenza convenzionati con il Comune sono undici. Il Giorno