Processo Aemilia, al via a Bologna il processo d’appello

Torneranno a sfilare davanti ai giudici. Proveranno ad attaccare nuovamente l’impianto accusatorio dell’antimafia nel tentativo di scardinarlo. Qualcuno ha ancora la speranza di essere assolto, altri puntano a sconti di pena. Anche la Dda però si giocherà le sue carte e gli imputati assolti in primo grado potrebbero rientrare in gioco. Parte il 28 aprile prossimo a Bologna l’Appello dell’abbreviato del processo “Aemilia”.

Dopo la sentenza dello scorso anno riappariranno in aula boss e picciotti del clan guidato da Nicolino Grande Aracri, accanto a loro professionisti e prestanome, giornalisti ed esponenti delle forze dell’ordine. Tre mesi di udienze almeno per il secondo atto di un processo considerato, a ragione, il più importante processo alla ‘ndrangheta in Emilia Romagna.

La terza sezione penale della Corte di Appello ha indicato un già indicato un calendario che dal 28 aprile proseguirà fino a fine luglio con 35 udienze, mentre altre 15 date sono già fissate per settembre nel caso dovesse servire. Saranno 60 le posizioni al vaglio dei giudici, tra gli imputati condannati che hanno fatto appello e quelli con sentenze di assoluzioni totali o parziali impugnate dalla Dda. In quest’ultimo caso il pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno nuovamente chiesto la condanna per i politici Giuseppe Pagliani, consigliere comunale Fi a Reggio Emilia assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e Giovanni Paolo Bernini, ex assessore Pdl a Parma, prosciolto per prescrizione della corruzione elettorale.

Appello da parte delle difese anche per Nicolino Sarcone (condannato in primo grado a 15 anni), considerato uno dei capi della cosca, per Alfonso Diletto (14 anni e 2 mesi), Pino Giglio, il pentito che ha iniziato a collaborare da oltre un anno (12 anni e 6 mesi), Francesco Lamanna (12 anni), Antonio Silipo (12 anni) e Romolo Villirillo (12 anni).

Alla sbarra anche Nicolino Grande Aracri che in questo processo non rispondeva di associazione mafiosa (condannato a 6 anni e 8 mesi). Numerose le condanne inflitte Tra 5 e i dieci anni) ad imputati accusati di far parte, a vario titolo dell’organizzazione. Tra gli imputati che hanno ricorso all’appello hanno appellato la sentenza anche Roberta Tattini, fiscalista bolognese condannata a 8 anni e 8 mesi, Giulio Gerrini, il capo dell’ufficio tecnico del Comune di Finale Emilia (2 anni e 4 mesi), i poliziotti Domenico Mesiano e Antonio Cianflone (entrambi 8 anni e 6 mesi) e il giornalista Marco Gibertini (9 anni e 4 mesi).

Complessivamente in primo grado che si è concluso il 22 aprile scorso, il Gup Francesca Zavaglia ha pronunciato 58 condanne su 71 imputati, con pene fino a 15 anni di reclusione. A Reggio Emilia, attualmente è in corso il processo con rito ordinario per altri 150 imputati. Del processo sono state avvisate anche le parti civili, tra cui la Regione Emilia-Romagna, la Presidenza del Consiglio, ministero dell’Interno e dell’Ambiente, enti locali, sindacati e associazioni. Giuseppe Baldassarro, Repubblica