‘Ndrangheta a Lavagna, arriva la prima sentenza: 14 anni e 8 mesi a Antonio Rodà

Il verdetto del giudice per l’udienza preliminare di Genova Nicoletta Bolelli si può sintetizzare così: Antonio Rodà fa parte del gruppo ’ndranghetista che ha dominato a Lavagna. Ed è un pronunciamento che stabilisce un punto fermo, almeno per la giustizia di primo grado: l’inchiesta della squadra mobile e della Dda dimostra che a Lavagna la ’ndrangheta esiste.

Le motivazioni saranno rese note solo fra tre mesi, ma è questo il centro della sentenza emessa ieri alla fine del rito abbreviato con il quale Rodà è stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione: 8 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso, 6 anni e 8 mesi per spaccio di sostanze stupefacenti. È stato anche condannato al pagamento di una multa di 30 mila euro e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. E visto che si tratta di un abbreviato, la pena è ridotta di un terzo rispetto a quella teorica. Non solo, il giudice Bolelli ha anche stabilito che Rodà dovrà risarcire il Comune di Lavagna.

Si tratta della prima sentenza nei confronti di uno dei sei soggetti arrestati tra il 20 giugno del 2016 e il 15 marzo di quest’anno, con l’accusa di far parte del Locale di Lavagna, il gruppo ’ndranghetista radicato nel Tigullio da decenni, emanazione di un clan calabrese, i Casile-Rodà di Condofuri, in provincia di Reggio Calabria. L’inchiesta dello Sco della squadra mobile di Genova diretto da Marco Calì e Alessandro Carmeli, coordinata dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Genova Alberto Lari, aveva portato alle ordinanze di custodia cautelare in carcere in primis per associazione mafiosa per Paolo Nucera, ritenuto il capo e titolare dell’hotel Ambra di Lavagna, per i suoi fratelli Antonio e Francesco Nuceraper i cugini Francesco Antonio e Antonio Rodà e per Paolo Paltrinieri, che viveva a Sestri Levante.

Tutti sono stati rinviati a giudizio, tranne Antonio Rodà, che ha scelto il rito abbreviato. Contro la sentenza emessa ieri i suoi difensori, gli avvocati Claudio Zadra e Francesco Calabrese, hanno annunciato che presenteranno ricorso. Il Comune di Lavagna, costituitosi parte civile con l’avvocato Silvia Morini, dovrà essere risarcito e la valutazione dei danni subiti dall’ente dovrà essere stabilita attraverso un altro processo civile, infine Rodà dovrà pagare anche le spese processuali sostenute dall’amministrazione ovvero 4.032 euro. Ilsecoloxix.it