L’Antimafia a Genova: «La Liguria è una delle regioni del Nord più preoccupanti»

La criminalità organizzata, secondo quanto emerso dal resoconto della Commissione parlamentare antimafia, in missione in Liguria, ha infiltrato tutti i settori: dalle grandi opere all’economia con gli ‘ndranghetisti che cercano di appropriarsi di rami d’azienda. Ma non solo: le infiltrazioni si ritrovano anche nella politica e nel calcio.

Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, al termine dei due giorni di lavori a Genova dedicati all’argomento e nei quali sono stati sentiti i prefetti delle quattro province, il Procuratore capo di Genova, tutte le forze dell’ordine e il responsabile sicurezza del Genoa.

Proprio per quanto riguarda il calcio, è venuto fuori chel’operazione di vendita del Genoa è «sotto osservazione» della Commissione parlamentare antimafia . Durante la conferenza stampa conclusiva Marco Di Lello, coordinatore del Comitato mafia e sport e segretario della Commissione parlamentare Antimafia, ha invece parlato di una «sostanziale sottovalutazione delle infiltrazioni della criminalità nel tifo e nelle curve» e che la Commissione ha avuto conferma «di legami con la criminalità sia nel tifo che in alcune compagini societarie attraverso il riciclaggio dei capitali, legami che miriamo a recidere». Queste infiltrazioni ha detto Di Lello si manifestano «anche nel calciomercato».

«La criminalità organizzata si combatte non solo con magistrati e forze dell’ordine, ma anche diventando cittadini consapevoli: l’omertà da complicità è più dura da combattere – ha spiegato Bindi – Ogni cittadino deve fare la sua parte».

«Oggi non sono i mafiosi a cercare i politici per offrirgli voti ma sono gli stessi politici a cercare i mafiosi per ottenerli. Con gli imprenditori succede la stessa cosa: sono loro ormai a cercare i mafiosi per ottenere denaro o per chiedergli se siano disponibili ad avere un subappalto».

«Se la mafia è cambiata nel suo modo di agire – ha sottolineato Bindi – bisogna che cambiamo anche noi nel modo di combatterla. Questa straordinaria capacità delle mafie di corrompere, stabilire relazioni complici con politica, imprenditori, professionisti e giornalisti richiede una maggiore consapevolezza da parte di tutti. La loro forza sta nella nostra incapacità di capirli e di resistere al loro metodo. La magistratura – ha concluso Bindi – ci dice che l’omertà da complicità è molto più dura da combattere dell’omertà da paura».

Prendendo la parola, il procuratore distrettuale di Genova Francesco Cozzi ha parlato di come «colpire il patrimonio faccia parte delle misure di prevenzione che si devono sviluppare per togliere l’acqua intorno a chi nuota in questo settore».

«È importante si sviluppi l’attività specifica investigativa per analizzare i rapporti tra imprese e settore degli appalti nei vari ambiti a rischio, dai rifiuti al movimento terra alle opere, piccole e grandi. In questo caso sia l’attività dell’autorità contro la corruzione sia l’autorità di monitoraggio delle pubbliche amministrazioni e degli organi amministrativi sono importanti per garantire che non ci sia l’impossessamento di settori dell’economia sana da parte della criminalità organizzata». il Secolo XIX