‘Nrangheta a Lavagna, altro “no” a Nucera per i domiciliari

Il tribunale del riesame di Genova, ieri, ha respinto la richiesta di scarcerazione e degli arresti domiciliari per Francesco Nucera, uno dei tre fratelli arrestati dalla squadra mobile di Genova coordinata dalla direzione distrettuale antimafia con l’accusa di essere un membro del Locale di Lavagna della ’ndrangheta, il gruppo affiliato al clan Casile-Rodà di Condofuri attivo nel Levante.

I giudici hanno respinto la domanda presentata dagli avvocati Fernando Cuneo e Francesco Calabrese, che difendono l’indagato e che hanno tentato questa strada impugnando un primo rifiuto, posto ad agosto dal collegio di giudici. Un collegio temporaneo, che verrà poi sostituito da quello davanti al quale verrà processato Nucera assieme ad altri 18 imputati a partire dal 13 di questo mese. Fra questi anche ssponenti politici, l’ex sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti e l’ex deputata Gabriella Mondello, accusati di aver promesso e fatto favori al gruppo in cambio di voti da parte dei suoi esponenti, dei loro parenti e dei soggetti che a questa formazione facevano riferimento.

Francesco Nucera, conosciuto come Ciccio, ha 76 anni e si trova in carcere dal 20 giugno 2016, quando era stato arrestato. È accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso così come i suoi fratelli Paolo e Antonio e il cugino Francesco Antonio Rodà, poi detenzione illegale di armi, gestione illecita di rifiuti, truffa e falso ideologico. il SecoloXIX