Blitz antimafia, 16 arresti a Padova. Ai domiciliari ex direttore BpVi di Vigonza

Il Centro Operativo della Direzione antimafia di Padova sta eseguendo 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone, accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio, spaccio e traffico di sostanze stupefacenti. Altre 4 persone, indagate a piede libero, dovranno rispondere del reato di fraudolenta dichiarazione mediante uso di fatture false. Le ordinanze sono state emesse dal G.I.P. di Padova, ed eseguite con l’ausilio di altre articolazioni della Dia, della Squadra Mobile, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. L’Autorità Giudiziaria procedente ha anche disposto il sequestro preventivo, ai fini della confisca per equivalente, dei beni mobili e immobili delle persone coinvolte, per un valore complessivo di oltre 800.000 euro.

I protagonisti

Tra gli arrestati compaiono anche il direttore dell’ex filiale della Banca Popolare di Vicenza di Vigonza (Padova) e un suo collaboratore, finiti ai domiciliari. Il direttore, secondo la ricostruzione effettuata dagli uomini della Dia, aveva aiutato un piccolo imprenditore calabrese, Antonio Bartucca, calabrese, piccolo imprenditore edile e associato a una cosca della ‘ndrangheta, a fare falsa fatturazione e far muovere denaro (150 mila euro di prelievi documentati nel solo 2016 a fronte di un reddito dichiarato di 17 mila euro). Oltre a un vantaggio personale il direttore di filiale aveva anche chiesto e ottenuto dall’affiliato alla cosca nel settembre 2014 la sottoscrizione di azioni della BpVi per 61 mila euro (valore poi azzerato dal crac dell’istituto di credito), polizze, obbligazioni, mutui, prestiti, conti correnti. Gli arresti, 7 in carcere e 9 ai domiciliari, sono stati eseguiti a Vicenza, Verona, Padova, Rovigo, Venezia, Crotone, Brescia.

I reati

I reati contestati ai 16 vanno dall’associazione a delinquere finalizzata a riciclaggio, auto-riciclaggio, falsa fatturazione e traffico di stupefacenti. I proventi del riciclaggio erano infatti spesi per l’acquisto di stupefacenti e armi. Tre delle persone arrestate compaiono già tra gli arrestati di una recente operazione dalla Dda di Catanzaro – denominata “Stige” – in cui veniva contestato agli indagati il 416 bis. Queste tre persone in Veneto avevano il compito di dare appoggio logistico alle cosche della ‘ndrangheta, ma anche di fare affari infiltrandosi negli appalti pubblici e nelle attività commerciali della regione. Gli investigatori hanno anche eseguito un sequestro preventivo per equivalente nei confronti della filiale BpVi interessata nel rispetto della normativa sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Sequestrati beni per 800 mila euro in Veneto e Calabria tra immobili, automobili, stupefacenti, armi, moto. di Angela Tisbe Ciociola, Corriere del Veneto