‘Ndrangheta, il pentito rivela: “Mi chiesero di gambizzare un magistrato di Biella in cambio di una villa. Rifiutai”

La ‘ndrangheta voleva gambizzare il magistrato Ernesto Napolillo perché durante un interrogatorio aveva alzato la mano come se volesse percuotere un indagato. È la confessione fatta dal pentito Cosimo Di Maurocondannato a 8 anni e otto mesi in primo grado nel processo Alto Piemonte. Dopo la pena inflitta dal tribunale di Torino, l’uomo, considerato una figura di spicco dei clan a Biella, nello scorso settembre ha detto ai pm della procura guidata da Armando Spataro che collaborerà “perché sono stufo e voglio cambiare vita”.

E il retroscena, contenuto nei verbali di interrogatorio depositati sabato al processo d’appello, è una delle prime ricostruzioni fornite da Di Mauro. Il pentito ha raccontato che gli venne chiesto di sparare contro il pubblico ministero e che lui rifiutò di gambizzare Napolillo, all’epoca sostituto procuratore a Biella, messo sotto scorta alla fine del 2014 e

Di Mauro ha riferito agli inquirenti del capoluogo piemontese che a chiedergli il “favore” fu Giuseppe F., soprannominato Peppone, insieme a un suo amico. “Il pm Napolillo – è a verbale – lo aveva interrogato e gli aveva fatto il gesto di menarlo. Questa cosa Giuseppe non l’ha sopportata e mi ha chiesto se fossi stato disponibile a gambizzare il magistrato. In cambio mi avrebbe dato i proventi della vendita dell’unico bene che possedevano lui e l’altro, una villetta a Massazza, in provincia di Biella, salvo trattenersi 50mila euro per loro”.

Secondo la ricostruzione di Di Mauro, l’uomo avrebbe detto: “Ci fate il favore e gambizzate il pm e vi diamo questa villetta”. Ma lui rispose “che a me insegnano che giudici e carabinieri non si toccano”. Un quarto personaggio presente alla conversazione, però, secondo Di Mauro “si dichiarò disponibile.” ilfattoquotidiano.it