Skip to content



Tav e supermarket in Lombardia Condanne per 416 bis al clan Paparo

18.05.2012

L’associazione mafiosa c’era. La corte d’appello di Milano ha confermato l’accusa di 416 bis contro Marcello PaparoCarmelo La Porta, accusa che era stata contestata dal pm Mario Venditti a diversi imputati dell’operazione Isola, scattata nel marzo 2009 a Cologno Monzese e dintorni, ma era caduta per tutti gli imputati nel processo di primo grado, svoltosi al tribunale di Monza. Marcello Paparo, 47 anni, originario di Isola di Capo Rizzuto (Crotone), ritenuto il capo dell’organizzazione, che in primo grado era stato condannato per altri reati, ha visto la sua pena aumentare a 12 anni di carcere. Carmelo La Porta, amico-rivale del primo, è stato condannato a otto anni di reclusione, anche lui per 416 bis.

L’operazione Isola fece scalpore per diversi motivi. La ditta di movimento terra del Paparo, la P&p, aveva ottenuto lavori nel cantiere dell’alta velocità ferroviaria tra Pioltello e Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano. Dalle intercettazioni emergeva che alcuni dipendenti della ditta appaltatrice, la Locatelli di Grumello Monte in provincia di Bergamo, davano consigli ai calabresi su come aggirare i controlli della Guardia di finanza sui subappalti e lamentavano le noie derivate del certificato antimafia. Per la prima volta, un’inchieste della Direzione distrettuale antimafia  di Milano documentava il caso concreto di una ditta in odore di ‘ndrangheta impegnata nelle grandi opere pubbliche lombarde. Il titolare dell’azienda bergamasca, Pierluca Locatelli, sarà poi arrestato per corruzione nel 2011, nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto l’ex assessore regionale lombardoFranco Nicoli Cristiani.

Inoltre, il consorzio di cooperative Ytaka, presieduto dalla giovane figlia di Paparo, Luana, aveva ottenuto la commessa della logistica della Sma, una delle principali catene di supermercati della Lombardia, con magazzino centrale a Segrate. In questo business era maturato il pestaggio a sangue di un dipendente riottoso, Nicola Padulano, episodio costato una condanna a Marcello Paparo anche in primo grado.

Secondo il pm Venditti, i Paparo erano legati alle cosche dominanti di Isola di Capo Rizzuto, gliArena e i Nicoscia, divise da una feroce rivalità. In alcune intercettazioni, Marcello e altri membri della famiglia Paparo dimostravano un grande interesse per le dinamiche mafiose di Isola, e una buona conoscenza di fatti e personaggi. Ma l’accusa di 416 bis non aveva retto in primo grado, perché i giudici non avevano ravvisato un “agire mafioso” nella loro attività in Brianza e dintorni.

L’inchiesta “Isola” era iniziata il 4 ottobre 2004, quando, nella notte, qualcuno aveva esploso dei colpi di pistola a fianco dell’abitazione di Marcello Paparo a Cologno Monzese. Un avvertimento attribuito dagli investigatori all’altro condannato in appello per 416 bis, Carmelo La Porta, sodale di Paparo che però aveva voluto lanciargli un messaggio chiaro legato alle dinamiche di ‘ndrangheta di Isola di Capo Rizzuto. L’articolo di Mario Portanova su ilfattoquotidiano.it

Postato in Rassegna Stampa Mafia.

Domiciliari al militare di Monza che fornì informazioni riservate

13.05.2012

E’ accusato, grazie al fatto di essere un carabiniere, di aver rivelato informazioni riservate carpite dalla banda dati del ministero dell’Interno per agevolare le truffe compiute da un suo «compare», Orlando Purita, presunto mediatore della ‘ndrangheta di Biassono, ai danni di alcuni imprenditori. Ora Salvatore Russo, il brigadiere dei carabinieri in servizio al Nucleo Operativo [...]


‘Ndrangheta in Lombardia, I killer uccidono il fratello di un pentito. I giudici avevano ritenuto superflue le sue parole

13.05.2012

Domenico Nista, detto tyson, inizia a collaborare nel 2007. Va in aula nel 2010. Qui fa nomi di boss della ‘ndrangheta lombarda. La corte però ritiene inutili le sue dichiarazioni perché troppo datate. Due giorni fa l’omicidio di Giuseppe Nista. Ma in quei verbali, fitti di nomi di malavita, forse c’è il movente dell’omicidio


Pentito a pm, la “ndrangheta tiene in mano il partito”

13.05.2012

“Il partito che odia i terroni ce l’abbiamo in mano”. E’ la frase che, stando al racconto di un pentito di ‘ndrangheta, avrebbe pronunciato, circa 6 anni fa, un boss della mafia calabrese nel corso di un summit con i rappresentanti di altre ‘famiglie’. E l”anello di congiunzione’ tra gli interessi delle cosche e persone [...]


Cermenate, gemellaggio come simbolo antimafia

13.05.2012

Un gemellaggio di Cermenate con il Comune di Petralia Soprana (Palermo). La proposta è uscita al convegno “Lavoro punto fermo”, sabato in municipio, durante la giornata di confronto e approfondimento sulle esperienze concrete di lotta alla criminalità organizzata. L’idea è stata proposta dal direttore del Centro studi sociali contro le mafie “Progetto San Francesco”, Alessandro De [...]


Lega a Busto Arsizio: “La consulta antimafia? Intralcia la lotta alla criminalità”

12.05.2012

La consulta antimafia? «Potrebbe essere un intralcio a chi la mafia la combatte. Se fossi un poliziotto mi girerebbero le scatole anche se ne capirei lo spirito». E’ il pensiero di Adriano Unfer, presidente leghista della commissione sicurezza del consiglio comunale bustocco di fronte alla proposta (sostenuta dalle firme di centinaia di cittadini raccolte da tutte le [...]


Torino, Le mani della mafia sull’inceneritore

11.05.2012

L’informativa della procura di Agrigento è arrivata qualche mese fa negli uffici di Trm, la società che sta seguendo i lavori di costruzione del termovalorizzatore del Gerbido. Messaggio allarmante: i pm siciliani segnalavano che l’amministratore unico di una delle imprese subappaltatrici era in odore di rapporti con la mafia, e perciò sottoposto a indagini. La [...]


«I De Stefano alla conquista del nord»

11.05.2012

Prende in maniera sempre più decisa la direzione della Calabria l’inchiesta sui conti della Lega Nord. Le indagini della Procura di Milano sulle presunte distrazioni dei fondi dalle casse del Carroccio si intrecciano con quelle della Dda di Reggio Calabria su un maxi-riciclaggio di soldi sporchi della ‘ndrangheta che la cosca De Stefano avrebbe cercato [...]


Mafia: a Parma malato anche boss Fidanzati, chiesta scarcerazione

11.05.2012

Non solo Bernardo Provenzano e Pippo Calo’. Anche il boss del narcotraffico Gaetano Fidanzati, capomafia della borgata palermitana dell’Arenella, sta male e, secondo i periti che lo hanno visitato, deve uscire dal carcere. Fidanzati, 76 anni, detenuto a Parma, col regime duro del 41 bis, nello stesso penitenziario in cui Provenzano l’altra notte avrebbe tentato [...]


Cna Cremona: «Contro usura e mafia è necessario agire insieme»

11.05.2012

La CNA di Cremona, nel corso degli ultimi mesi, ha aderito e sottoscritto importanti accordi per contrastare il fenomeno dell’illegalità nel mondo del lavoro. Da sempre molto attenta ai fatti di cronaca che coinvolgono le imprese, non solo del nostro territorio, la CNA ha deciso di diventare parte attiva per cercare di contrastare un fenomeno [...]