Tag Archives: Nicolino Grande Aracri

I giudici: Rocca braccio destro del boss a Mantova

«Qualsiasi problema tu abbia su Mantova parlane con Rocca, se parli con Rocca è come se parlassi con me». Parola di boss. Così, nella tavernetta di Cutro, Nicolino Grande Aracri, nel giugno del 2012, dà le istruzioni a Paolo Signifredi, il suo uomo

Fermato Carmine Sarcone, per i pentiti di Aemilia è il reggente della cosca emiliana

La 'ndrangheta a Reggio Emilia: il 39enne, fratello di Nicolino e Gianluigi, entrambi imputati al maxi processo, è stato fermato a Cutro dai carabinieri.

Processo Aemilia, il pentito Vincenzo Marino: “L’assessore non firma? Uccidiamolo”

«L’assessore non mette la firma sul piano regolatore? Che problema c’è? Lo ammazziamo e ne mettiamo un altro». Quale assessore? «Non so, forse di Reggio, forse dei paesi vicini… ». Più della sceneggiatura di una fiction, l’udienza di ieri del processo

Processo Aemilia, al via a Bologna il processo d’appello

Fissata per il 28 aprile la prima udienza del secondo grado dell'abbreviato. In aula boss, imprenditori e professionisti

‘Ndrangheta, processo Pesci: «A Viadana c’era la centrale del racket»

In udienza il pentito Giglio ricostruisce il giro delle false fatturazioni: dagli Arena ai Grande Aracri

‘Ndrangheta a Mantova, Il pentito Giglio: «I Muto imprenditori vicini alla famiglia»

Processo Pesci: «Non li ho conosciuti, ma me ne parlarono. Mi dissero che con Rocca avevano interessi nei videopoker»

Operazione Kyterion, 25 condanne: 30 anni al “boss emiliano” Nicolino Grande Aracri

Per 28 degli indagati nell’ambito dell’operazione “Kyterion contro la cosca di Cutro dei Grande Aracri, e che avevano scelto il rito abbreviato, si è concluso ieri il processo che ha portato alla sentenza, emessa dal Gup di Catanzaro Carlo Saverio

Processo Pesci a Brescia: assolto Antonio Muto

Oggi a Brescia erano cinque gli imputati, ma tutti gli occhi erano puntati su di lui. Era il giorno della sentenza per Antonio Muto, alla sbarra con rito abbreviato nel processo Pesci. Accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa, l’imprenditore trapiantato

‘Ndrangheta in Emilia, tutti rinviati a giudizio. Alla sbarra anche il calciatore Iaquinta

Ore 12.40. Nell’aula bunker, allestita alla fiera di Bologna per il processo alla ‘ndrangheta emiliana, cala il silenzio. I giudici rientrano dopo alcune ore di camera di consiglio. Passa qualche minuto e leggono il dispositivo: rinviati a giudizio i 140